Ci sono pensieri che solo a farli transitare rapidamente per la mente fanno venire l’angoscia. A viverli, poi, si viene invasi dal terrore. E a chiunque, anche se
avesse avuto la fortuna di non fare questa esperienza in prima persona, sarà capitato di incrociare bambini che sulla spiaggia piangono cercando i loro genitori in mezzo al via vai di bagnanti. E di mettersi, insieme ad altri adulti, alla ricerca del papà o della mamma da cui il bambino, per una semplice distrazione, si è allontanato troppo fino a perderne le tracce. E alla fine, di solito e per fortuna, con un passaparola e tempi più o meno lunghi, di rintracciare quel genitore che arriva con gli occhi sbarrati dal terrore, così impaurito da non riuscire a pronunciare parola tanto che l’unica espressione possibile è il pianto liberatorio con cui stringe tra le proprie braccia il figlio o la figlia dispersi e ritrovati.
Perdere un bambino al mare, sulla spiaggia, sul lungomare o in passeggiata, è davvero una delle esperienze più traumatizzanti che possano capitare. È per questo che a Lido di Camaiore, grazie all’iniziativa dell’associazione balneari di Lido di Camaiore, è nato Sos Bimbi, l’innovativo servizio whatsapp per ritrovare nel giro di 60 secondi i bambini che si perdono. Una grande idea, sia dal punto di vista educativo che di protezione civile: il primo sistema di sicurezza in spiaggia, dedicato prima di tutto ai bimbi ma anche per esempio agli anziani o alle persone non autosufficienti, serve ad allertare in tempo reale bagnini, personale degli stabilimenti balneari e anche forze dell’ordine in caso di smarrimento di un bimbo, identificandolo e riportandolo allo stabilimento di partenza.
“Nei primi due mesi dell’estate 2016 – ha spiegato Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido di Camaiore – abbiamo già ritrovato e riconsegnato ai genitori 4 o 5 bambini. Il sistema è semplice: tutti i bagnini e tutto il personale degli oltre 90 stabilimenti della nostra costa sono inseriti in un unico gruppo su WhatsApp, dove abbiamo anche aggiunto alcuni esponenti delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri, e della polizia municipale di Camaiore. Se una famiglia smarrisce il bambino, che si allontana troppo, noi avvisiamo in tempo reale tutto il personale, dando indicazioni sul nome del bimbo, età, corporatura, colore del costume e ogni altro particolare per renderlo riconoscibile”.
Un meccanismo collaudato che, con un paio di semplici click e messaggi, attiva immediatamente tutto il personale che opera in spiaggia cosicché in un attimo più di 700 occhi, avvezzi al lavoro tra le persone, si attivano per ritrovare il bambino smarrito: di solito nel giro di 60 secondi, o al massimo di pochissimi minuti, il bambino viene ritrovato e viene riportato allo stabilimento di provenienza per rincontrare i genitori da cui è scattato l’allarme.
Il servizio è già stato sperimentato nel 2015 e da quest’anno è operativo con grande efficacia: la ricerca di un bimbo disperso non è più affidata alla buona volontà di tante persone che, incrociando un piccolo in preda al panico, cercano di capire e di aiutare con tempi che di solito si dilatano, ma grazie a whatsapp è diventato un sistema tanto semplice quanto organizzato che funziona con maggiore rapidità e consente di risolvere situazioni angosciose, che possono diventare pericolose, con grande tempestività.
Tutti gli stabilimenti balneari, che hanno aderito all’iniziativa, hanno affisso una locandina che fa conoscere il servizio: si tratta di un manifesto verde con il disegno di un bambino e la scritta “Io sono qua” e un testo, in italiano e tradotto in inglese, francese, tedesco e russo, che recita “Se smarrisci il tuo bambino vieni in direzione e noi saremo il tuo aiuto”.
Un aiuto prezioso per tante famiglie che, grazie alle buone idee delle persone e all’innovazione messa a disposizione dai nuovi mezzi di comunicazione, possono risolvere in tempi rapidi situazioni che rischiano di trasformarsi in tragedia: oltre a quattro o cinque bambini, in questa estate 2016 a Lido di Camaiore sono stati ritrovati anche un anziano e un cagnolino, un ottimo esempio di educazione umana e civica al tempo dei social.