L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nel dibattito sulla trasformazione e sull’innovazione del Servizio sanitario nazionale. È questo il filo conduttore di “Next Health 2026 – AI for Health: dalla visione alla realtà”, l’iniziativa promossa da FIASO, presieduta da Giuseppe Quintavalle, direttore generale della ASL Roma 1, che si è svolta il 14 maggio all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma.
Nel corso della mattinata, esponenti delle istituzioni pubbliche, manager sanitari, professionisti, comunità scientifica, aziende e stakeholder del settore si sono confrontati sulle opportunità offerte dall’AI per migliorare l’organizzazione sanitaria, sostenere il lavoro dei professionisti della salute e rendere più efficienti i percorsi di cura.
Tra gli interventi istituzionali più rilevanti della giornata, quello del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha richiamato il ruolo strategico dell’intelligenza artificiale nei percorsi di prevenzione, cura, assistenza e programmazione sanitaria. Il ministro ha ribadito che l’innovazione tecnologica deve restare uno strumento al servizio delle competenze e delle responsabilità dei professionisti sanitari, senza mai sostituirne il ruolo nel rapporto con il paziente.
Dalla sperimentazione all’ingresso in corsia
L’evento ha messo in evidenza il passaggio dalla fase sperimentale all’implementazione concreta delle tecnologie di intelligenza artificiale nella sanità pubblica. Un cambio di paradigma che investe non soltanto gli strumenti tecnologici, ma anche la governance dei dati, la formazione del personale sanitario, il monitoraggio dei pazienti con malattie croniche, la sostenibilità organizzativa, la digitalizzazione degli strumenti sanitari e il supporto alla diagnostica per immagini.
L’obiettivo condiviso emerso nel corso degli interventi è costruire un ecosistema digitale capace di mettere l’innovazione al servizio dei professionisti e della salute dei cittadini, garantendo sicurezza, trasparenza e appropriatezza nell’utilizzo delle nuove tecnologie.
Un esempio concreto in questo senso è la piattaforma MIA, Medicina & Intelligenza Artificiale di Agenas, un progetto in fase sperimentale che nasce in coerenza con la legge 132/2025 sull’utilizzo dell’AI in sanità a supporto delle cure e per l’assistenza territoriale. MIA è uno strumento digitale complementare e di supporto ai professionisti sanitari che amplifica le competenze, semplifica i processi decisionali e migliora la qualità dell’intervento clinico senza mai sostituire il medico o il personale sanitario.
Innovazione, governance e sostenibilità
Nel corso dell’evento è emersa anche la necessità di accompagnare la diffusione dell’IA con modelli di governance chiari e condivisi. Dalla qualità dei dati alla cybersicurezza, fino alla definizione delle responsabilità cliniche e organizzative, il tema dell’intelligenza artificiale richiede infatti un approccio multidisciplinare e una stretta collaborazione tra istituzioni, aziende sanitarie, università e imprese tecnologiche. Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo della formazione, considerata un elemento essenziale per consentire ai professionisti sanitari di utilizzare in modo efficace e consapevole le nuove tecnologie.
I sei progetti finalisti che portano l’AI in sanità
La giornata si è conclusa con la premiazione delle aziende sanitarie finaliste della Call4Ideas “AI for Health”, nata per valorizzare soluzioni innovative e digitali nell’ambito della governance clinica, del percorso del paziente e dell’innovazione organizzativa.
I sei progetti, scelti tra le 68 idee presentate, hanno portato all’attenzione soluzioni e applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale in diversi ambiti del SSN, con l’obiettivo di
- umanizzare la comunicazione tra pronto soccorso, pazienti e caregiver (ARNAS Palermo)
- ridurre le liste di attesa attraverso una gestione dinamica e predittiva dei dati (ASST Valtellina ed Alto Lario)
- prevedere i tempi chirurgici e ottimizzare l’allocazione delle sale operatorie (COQ – ASL VCO)
- ridisegnare l’efficienza logistica sanitaria con AI (ASL 3 di Nuoro)
- gestione intelligente delle scorte ospedaliere (Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi)
- semplificare gli accessi e la comunicazione all’interno della struttura ospedaliera tramite AI (ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano)
Le esperienze presentate hanno evidenziato come l’IA possa rappresentare non soltanto una leva tecnologica, ma uno strumento concreto per affrontare alcune delle principali criticità del sistema sanitario: liste d’attesa, carenza di personale, appropriatezza prescrittiva, gestione dei dati e presa in carico dei pazienti cronici.
Adesso il banco di prova è il sistema sanitario
Dal confronto emerso a Next Health 2026 si rafforza la prospettiva di un modello di sanità digitale capace di integrare innovazione tecnologica, governance e centralità del paziente nel percorso di cura. Un obiettivo nel quale, come sottolineato dal ministro Schillaci, l’intelligenza artificiale dovrà rappresentare un supporto alle competenze cliniche e organizzative dei professionisti sanitari, senza mai sostituire il valore umano della cura e il rapporto di fiducia tra medico e paziente.