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AI Economy: economia, impresa e umano nell’era dell’intelligenza artificiale di Jacopo Paoletti, edito da Franco Angeli 

Jacopo Paoletti, AI Economy, edito Franco Angeli su Digitale Popolare ne parla Francesca Anzalone

Che cosa succede quando inizi un libro che ti offre una lente d’ingrandimento critica, quasi scomoda, che smaschera l’illusione di un controllo umano ancora centrale e ti pone di fronte a domande ineludibili: l’economia è ancora umana? L’impresa pensa ancora con la sua testa, o ha già esternalizzato la sua funzione cognitiva a un’entità algoritmica che non si interroga sul senso, ma solo sul metodo? Prosegui nella lettura per trecentossessantaquattro pagine!

Questa non è una recensione, ma un invito a un confronto onesto con la realtà che stiamo costruendo. Prepariamoci a mettere in discussione non solo il nostro modo di fare impresa, ma la nostra stessa identità nell’era della reputazione algoritmica dinamica. E con questo volume abbiamo un potente strumento di supporto. La prefazione è di Stefano Quintarelli e la postfazione di Oreste Pollicino.

Il volume AI Economy di Jacopo Paoletti non è una semplice analisi dell’Intelligenza Artificiale, ma una lucida e necessaria indagine filosofico-economica sulle trasformazioni radicali che essa sta imponendo all’intera struttura sociale e produttiva. Paoletti, forte della sua esperienza manageriale e imprenditoriale, e pioniere nell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale in Italia, con il contributo di imprenditori, manager, esperti, oltre che di professori e ricercatori universitarioffre una prospettiva che è al contempo tecnicamente informata e profondamente critica.

Un nuovo paradigma: l’economia come teatro algoritmico

Il libro stabilisce fin da subito un quadro concettuale audace: l’economia si è trasformata in un “teatro algoritmico“. Il dato, lungi dall’essere una semplice informazione, diventa l’oggetto di un nuovo capitalismo estrattivo, una vera e propria industria che alimenta i sistemi di IA. L’autore esplora l’AI non solo nelle sue applicazioni, ma nella sua logica fondamentale: il sistema, in cui l’incertezza non è un difetto da eliminare, ma una risorsa per l’adattamento continuo. Ma ecco la domanda centrale: Siamo ancora in un’economia umana o siamo già scivolati in un’algoritmocrazia?

Uno dei passaggi più stimolanti che ho trovato nel volume è l’identificazione di una dodicesima funzione cruciale per le imprese contemporanee: la funzione cognitiva distribuita. L’AI crea un sistema nervoso invisibile dell’organizzazione, un flusso di pensiero continuo e algoritmico. Ma dove l’impresa oggi sta esternalizzando il suo pensiero verso intelligenze artificiali che agiscono con una precisione superiore a qualsiasi capacità manageriale umana, come si fa a riconoscere il momento in cui la somma delle decisioni alrgoritmiche inizia a ridefinire l’identità stessa dell’organizzazione? Chi e cosa diventa l’impresa quando il suo pensiero non è più totalmente suo?

Etica, senso e governance: il confronto con il metodo

Il volume affronta con grande consapevolezza le implicazioni etiche e sociali di questa rivoluzione. Il libro si sofferma sull’essenziale distinzione tra senso e metodo, citando le celebri riflessioni di Galimberti (2007).

“La tecnica non si interroga sul senso, ma sul metodo: come farlo meglio, più velocemente e più efficientemente.”

In un mondo dominato dal metodo algoritmico, è urgente una nuova governance capace di gestire questo sbilanciamento. Il rischio è che la comunicazione si riduca a un mero esercizio di adattamento al sistema algoritmico, mettendo in crisi i concetti di autenticità, verità aziendale e identità nella memoria collettiva. Siamo entrati nell’era della reputazione algoritmica dinamica, e Paoletti ci costringe a chiederci cosa ne sarà della stabilità del chi siamo.

Paoletti mantiene le aspettative generate dalla sua reputazione di manager, imprenditore e investitore. AI Economy è un volume che scuote, accompagna e affronta ogni punto trattato con grande consapevolezza. Non propone soluzioni semplicistiche, ma un invito a non affrontare il futuro rispolverando i vecchi modelli del passato. È una lettura arricchente e fondamentale per chiunque voglia comprendere l’AI non come uno strumento, ma come una forza sistemica che sta riorganizzando l’intera economia e, in ultima analisi, la nostra stessa umanità.

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