0%

Ambiente, turismo e social: il futuro del vino siciliano

Un’attenzione verso l’ambiente e la produzione biologica che rappresenta un caso unico a livello nazionale. Un appeal in costante aumento sui mercati di Germania, Giappone e Usa, grazie a un territorio che come pochi altri sa raccontare al consumatore la passione dei viticoltori e la loro storia, puntando sull’enorme attrattività turistica della Sicilia. Una realtà con un passato secolare che oggi raggiunge e incuriosisce anche i giovani stranieri, grazie ai social network e ai new media.

Sono queste, in sintesi, le certezze di oggi e le sfide di domani per il vino siciliano che sono state tracciate lo scorso 5 luglio a Expo nel corso del convegno internazionale “A mosaic of wines: past, present and future”, organizzato dalla Regione Sicilia, in collaborazione con gli Assessorati all’Agricoltura e alle Attività produttive, con il Consorzio Sicilia Doc e Assovini Sicilia.

Tra gli interessanti dati forniti nel corso del convegno, quello sul rapporto tra giovani, vino e social. L’ultima parte dell’evento ha infatti affrontato il rapporto tra nuovi media e mondo del vino. «È necessaria una comunicazione efficace, capace di raggiungere i target in modo originale» secondo Virginia Devlin dell’agenzia americana Current, responsabile della campagna di comunicazione USA della Doc Sicilia. «Gli americani bevono più vino degli italiani. Il 54% tra i consumatori americani conosce la Sicilia, ma solamente il 9% sceglie i vini siciliani», ha proseguito.

L’obiettivo, secondo Devlin, sono i cosiddetti Millennials: una nuova generazione di giovani, multietnici, liberali e molto social, che vivono la vita in presa diretta e vogliono provare esperienze nuove. «Sono attratti dalle novità e, in questo caso,cercano vini autentici e meno pretenziosi – ha illustrato – . L’85% di loro, infatti, acquista etichette poco conosciute. Per raggiungerli – ha concluso la relatrice – bisogna utilizzare in modo accorto i social media, in particolare Facebook».

Ultimi articoli

Ventisei anni dopo la Legge 150: la comunicazione pubblica deve governare gli algoritmi

E-book: gli italiani prediligono i libri cartacei

Gli italiani e il “tecnostress”: 6 su 10 non riescono più a staccare dal digitale

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content