La Commissione europea lancia il nuovo hub per contrastare disinformazione e minacce alla democrazia, con un ruolo centrale degli Stati membri
La Commissione europea attiva ufficialmente il Centro europeo per la resilienza democratica, nuovo tassello della strategia comunitaria per contrastare disinformazione e interferenze straniere. Il debutto è avvenuto in occasione del Consiglio Affari Generali, segnando un passo operativo nel rafforzamento dello “scudo democratico” annunciato nei mesi scorsi da Bruxelles.
A presentare l’iniziativa è stato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, che ha sottolineato la dimensione transnazionale delle minacce: “Le minacce alla democrazia europea non si fermano a nessun confine ed è per questo che è così importante che lavoriamo insieme per affrontare quella che è una minaccia comune e che continuiamo a investire nella nostra democrazia collettiva”.
Il Centro si inserisce tra le misure del pacchetto “Democracy Shield” presentato lo scorso novembre dalla Commissione e opererà come un hub di coordinamento tra le istituzioni europee e i 27 Stati membri, collegando e rafforzando le reti già attive nel contrasto alle minacce nello spazio informativo. Tra i soggetti coinvolti figurano ong, think tank, ricercatori e organizzazioni di fact-checking, inclusi l’Osservatorio europeo dei media digitali (Edmo) e la rete europea di fact-checker. L’obiettivo è aumentare la capacità collettiva di anticipare, individuare e rispondere alle minacce, facilitando lo scambio di informazioni e sostenendo strumenti di difesa contro manipolazioni e interferenze.
Il contrasto alla disinformazione rappresenterà un pilastro centrale dell’attività del Centro, ma non sarà l’unico ambito di intervento. Come precisato da McGrath, l’azione non si limiterà alla manipolazione informativa di matrice straniera: accanto alle fake news, saranno sviluppati ulteriori filoni di lavoro volti a rafforzare in senso più ampio la resilienza democratica dell’Unione. L’approccio punta così a superare una logica esclusivamente emergenziale per costruire strumenti strutturali di prevenzione, analisi e risposta coordinata alle minacce sistemiche.
Elemento chiave dell’iniziativa sarà il ruolo attivo dei governi nazionali. La partecipazione al Centro è volontaria e, ha spiegato il commissario, saranno gli Stati membri a dettare il ritmo e a definire l’agenda. McGrath si è detto incoraggiato dal livello di sostegno e impegno finora dimostrato da tutti i Paesi Ue, segnale di una consapevolezza condivisa rispetto alla necessità di proteggere gli ecosistemi democratici europei in un contesto geopolitico e digitale sempre più complesso.