Al 31 marzo scorso le startup innovative costituite mediante la nuova modalità digitale erano 2.181. È quanto emerge dall’11ª edizione del rapporto trimestrale di monitoraggio redatto dal Mise in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere. La misura consente, rispetto alla modalità ordinaria mediante atto pubblico, un risparmio medio stimato di 2mila euro per il solo atto di avvio.
Secondo i dati raccolti dal sistema camerale, tra le startup di più recente costituzione questa possibilità è stata sfruttata da circa 4 imprese su 10. Il dato nasconde però una notevole disomogeneità a livello locale: caso emblematico è quello della Sardegna, regione in cui oltre 8 startup su 10 tra le nate nell’ultimo anno sono state costituite online. Di particolare rilievo è il risultato della provincia di Sassari: a partire dal 1° aprile 2018 quel territorio ha visto la nascita di 13 startup innovative, tutte create grazie alla nuova modalità.
In termini assoluti, Milano si conferma la provincia più popolosa con 358 startup costituite online, il 16,3% del totale nazionale, seguita da Roma (198; 9,2% totale). Nelle posizioni successive della classifica compaiono tre città non capoluogo di provincia, tutte situate nell’area lombardo-veneta: Padova (82), Verona (67) e, appaiate, Bergamo e Brescia (52). Queste province si distinguono per un elevato tasso di adozione della nuova modalità, che in tutti i casi tocca o supera il 50%. Per contro, province con una popolazione anche importante di startup innovative presentano tassi di adozione molto bassi: particolarmente evidenti sono i casi di Bologna e Torino, che non superano il 20% Anche la durata media delle pratiche varia significativamente tra provincia e provincia: un indicatore dell’efficienza della Camera di Commercio nella gestione della procedura, nonché del livello di informazione degli imprenditori (e dei loro consulenti) sui requisiti di legge. A fronte di un tempo d’attesa medio di 23,6 giorni tra la costituzione e l’iscrizione nella sezione dedicata del Registro delle Imprese (peraltro in rapida diminuzione col passare dei mesi), in diverse province italiane – tra cui spiccano Pavia, Verona, Trento, Bergamo e Padova – la procedura viene completata mediamente in meno di una settimana, e non di rado in un solo giorno.