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#CrazyforPazzi, l’opera di Santa Croce si affida al crowdfunding e ai social

La notizia che una grande istituzione, come l’Opera di Santa Croce a Firenze, ha scelto di affidarsi al crowdfunding per raccogliere fondi e procedere al restauro del loggiato della Cappella de’ Pazzi, negli ultimi giorni ha fatto il giro delle testate giornalistiche. Twitter incluso. Anzi, Twitter è della partita visto che l’hashtag #CrazyforPazzi, creato per l’occasione, servirà a veicolare, da qui al 19 dicembre data di scadenza della raccolta fondi on line, contenuti, aggiornamenti, immagini di questa grande operazione culturale, portata avanti con Kickstarter, il colosso americano del crowdfunding. L’obiettivo è raggiungere quota 95mila dollari, per procedere dai primi mesi del 2015 con un intervento di recupero, ‘anti sgretolamento’della pietra serena del loggiato. Abbiamo approfondito il tema della campagna di comunicazione, via Twitter e non solo, con Alexandra Korey, dottore di ricerca in storia dell’arte rinascimentale, responsabile di #CrazyforPazzi e social media manager di The Florentine, il newsmagazine di Firenze in lingua inglese che è anche media partner a fianco dell’Opera di Santa Croce in questa iniziativa.

Per supportare la campagna di crowdfunding avete scelto, tra gli altri social, Twitter come mezzo di sensibilizzazione e diffusione della notizia. Perché?

Twitter e Instagram sono i miei social preferiti perché non hanno i limiti di visibilità che ha Facebook in questo momento. Twitter diffonde bene le idee grazie agli hashtag, infatti ne abbiamo inventato uno molto riconoscibile. Inoltre è un strumento facile da usare per chi supporta la campagna e ci aiuta nella sua diffusione, e per noi che gestiamo la comunicazione anche per ‘tracciare’ la conversazione in modo da poter ringraziare tutti.

AlexandraQuali altri strumenti social metterete in campo durante il mese della raccolta fondi on line?

Quando abbiamo a che fare con una campagna così importante come quella dell’Opera di Santa Croce usiamo ogni metodo possibile, non solo social media ma newsletter, bigliettini cartacei, totem in loco, email, fermare la gente per strada… tutto! Oltre a Facebook e Twitter usiamo molto Instagram, social in cui l’account @santacroceopera ha un buon numero di followers. Abbiamo organizzato un evento in collaborazione con Instagramers Firenze e Instagramers Toscana per il 29 novembre. Un “Instawalk” che darà la possibilità agli influencers di questa comunità di visitare la cappella per imparare e fotografare! Le iscrizioni all’evento hanno fatto il soldout in due ore quindi per noi è già un successo. Abbiamo anche considerato i social meno tradizionali come Linkedin, perché c’è un ottimo engagement dai nostri profili personali. Ma anche academia.edu per i professori interessati, Pinterest, e i vari social bookmarking come Reddit e Stumbleupon.

Come si pianifica e si gestisce una campagna di comunicazione via social per ‘salvare’ un bene artistico?

Abbiamo una pianificazione social attraverso tutti i canali, non solo su @theflorentine ma ovviamente anche su @santacroceopera. Abbiamo coordinato il nostro team interno, ma stiamo anche facendo formazione all’interno dell’Opera in modo che loro possano crescere durante questa esperienza, e creare strategie di comunicazione anche in futuro. Usiamo tool gratuiti come dropbox e google docs per condividere pianificazione, foto e grafiche, mentre Hootsuite Pro è la mia arma per la programmazione e il monitoraggio. Per le statistiche uso Topsy, anche questo è un tool gratuito.

Cosa è importante comunicare via social per creare l’engagement?

Durante la campagna sono previsti degli update di approfondimento in modo da mantenere alta l’attenzione. Nella comunicazione culturale teniamo molto a raccontare la storia in modo profondo, perché la gente è intelligente e ha voglia di imparare! Quindi abbiamo girato dei video e scritto degli articoli riguardo le varie caratteristiche della Cappella de’ Pazzi e il restauro che vedrete nelle prossime settimane. Credo che sia importante comunicare, oltre ai fatti, l’entusiasmo, l’ispirazione e l’amore per il progetto.

Avete qualche esempio che seguite per la gestione della campagna di comunicazione?twitterchat

Partiamo dalla campagna di raccolta fondi on line, sempre con Kickstarter, che abbiamo fatto questa primavera con l’hashtag #Davidbook per la pubblicazione cartacea di un libro sul David di Michelangelo. Erano “soli” 5000$ ma è stato un successo, il libro sta andando bene e la gente ne parla ancora. Con questa prima esperienza abbiamo imparato molto e stavolta siamo un team più grande e più coordinato perché la somma da raccogliere è superiore. In generale ci teniamo molto informati sulle best practices di social media e cerchiamo di seguirle.

Attraverso i social darete aggiornamenti sull’andamento della raccolta fondi?

Certo! Non appena abbiamo raggiunto e superato i primi 5000$ abbiamo subito tweettato! Con goia e emozione!

 

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