Una sondaggio online rivolto ai precari dell’informazione e della comunicazione. L’obiettivo è di far emergere criticità e reali condizioni di lavoro di una categoria di professionisti, troppo spesso priva di strumenti di tutela e di concrete strategie di sostenibilità. In una situazione d’emergenza come quella attuale, questa iniziativa è ancor più importante, perché fotografa quel che era prima e ci dà degli strumenti di lavoro per trovare soluzioni ai problemi di quel che sarà.
Il sondaggio, completamente anonimo, si svolgerà online, sarà accessibile fino alla mezzanotte del 20 aprile e ha come destinatari:
- A. Giornalisti/figure editoriali dell’informazione – compresi fotografi e illustratori
- B. Liberi professionisti della comunicazione e degli uffici stampa.
Le domande sono state concepite per far emergere i veri compensi percepiti, le modalità di ingaggio e l’inquadramento contrattuale, le condizioni di lavoro delle partite Iva e dei lavoratori freelance del settore, lo stato dell’arte della previdenza e della copertura pensionistica e altri aspetti legati alle condizioni di impiego.
L’obiettivo è ottenere una fotografia il più possibile fedele e realistica, ricostruita anche grazie alla voce di chi – precario, freelance o lavorare in nero – non emerge facilmente nelle statistiche ufficiali eppure fornisce un servizio essenziale nel mondo dell’informazione e della comunicazione.
Chi fa parte delle due tipologie sopra descritte può partecipare al sondaggio visitando la pagina dedicata, a questo link, e scegliere una delle due opzioni. Se si rientra in entrambi i target è possibile compilare sia l’uno sia l’altro ramo del sondaggio, semplicemente ripartendo dalla pagina iniziale una volta concluso il primo.
Questa indagine, ideata e scritta da Anna Soru di Acta e da Barbara D’Amico di Slow News, conterà sul supporto di IRPI e Fior di Risorse-Senza Filtro.
Slow News è il primo progetto italiano di slow journalism e si fonda sulla costruzione di una comunità di lettrici e di lettori e su una filosofia dell’informazione che punta a offrire ai suoi membri una informazione di qualità, che racconti dinamiche che riguardano tutti noi e unisca i puntini della realtà per fornire a chi legge il contesto e le soluzioni. È un progetto libero dalla pubblicità e dalla schiavitù dell’istantismo, che si prende il tempo di produrre informazione insieme alle sue lettrici e ai suoi lettori, che pubblica le storie quando sono pronte e il cui costo viene deciso dai lettori.
ACTA è la prima associazione nata in Italia (2004) per dare una voce e un volto ai freelance, di tutte le attività professionali. Si occupa delle grandi questioni del Welfare, del Fisco e dei Diritti . Più in generale è interessata a trovare nuove modalità per sostenere il lavoro professionale in una situazione di mercato sempre più difficile, che fatica a riconoscere le competenze, a valorizzare conoscenze e professionalità, a tutelare creatività e innovazione, e per supportare la creazione di reti e di aggregazioni tra professionisti che ne favoriscano il rafforzamento competitivo.