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Dai social ai media civici, il percorso del Consiglio Regionale del Piemonte

 

Nel dicembre 2011 la commissaria europea per l’Agenda Digitale Neelie Kroes, ha dato il via a una forte iniziativa destinata a cambiare il ruolo delle amministrazioni e i dati da esse prodotti. “Trasformare in oro i dati della pubblica amministrazione”, ha dichiarato Kroes, ovvero liberare e mettere a disposizione dei cittadini tutti i dati prodotti, raccolti, acquisiti dalla Pa permettendo così delle importanti ricadute dal punto di vista imprenditoriale, culturale e civile. Questo processo va sotto il nome universalmente riconosciuto di Open Data. Oggi la stessa Kroes, grazie alla comunità di EpsiPlatform e numerose reti Open Data europee ha dato il via a una nuova iniziativa: l’Erasmus open data, per permettere a tutti di lavorare insieme superando i confini nazionali. Primo appuntamento a Nantes in autunno.

Il Piemonte ha, da diversi anni, capito l’importanza di queste esperienze. Il ruolo fondamentale del riutilizzo delle informazioni pubbliche non solo come mezzo per un approccio più trasparente dell’azione pubblica verso cittadini e imprese, ma anche per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Il Piemonte è stata la prima Regione in Italia a definire, nel 2009, le linee guida per il riutilizzo del patrimonio informativo regionale e ha realizzato, anche in questo caso per la prima volta a livello nazionale, il portale dati.piemonte.it dove, a partire dal maggio 2010, vengono pubblicati numerosi set di informazioni.

In questo contesto si inseriscono una serie di iniziative firmate Consiglio regionale del Piemonte. A partire dall’approvazione di alcune leggi determinanti, come quella sul wifi libero, sugli open data e su open source, che ancora una volta hanno posizionato il Piemonte tra i pionieri d’Italia.

Gli Open Data rappresentano uno degli aspetti di quello che fin dal 2009 è stato definito come E-Government (o amministrazione digitale), processo di informatizzazione della pubblica amministrazione che, insieme a cambiamenti di tipo organizzativo, consente di trattare la documentazione e di gestire i procedimenti con sistemi digitali, grazie all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con lo scopo di migliorare e garantire servizi più rapidi e aumentare la partecipazione tra cittadini e amministrazioni.

Il concetto di E-gov ha subito negli anni un’ulteriore trasformazione. L’innovazione richiede oggi un nuovo approccio che è sintetizzato efficacemente nel paradigma dell’OpenGovernment, cioè una Pa aperta su più dimensioni, dove i dati, i social network, la partecipazione dei cittadini creano un nuovo paradigma della democrazia. Conscio di questa vera e propria “rivoluzione digitale”, l’Assemblea regionale ha rinnovato la propria comunicazione istituzionale per favorire il contributo dei cittadini al miglioramento delle politiche pubbliche. Facebook, Twitter, Youtube e tutte le piattaforme social media più diffuse si sono affermate negli anni come luoghi di apertura nei confronti della cittadinanza, ognuno secondo una strategia specifica. In particolare il canale Twitter ha svolto una funzione fondamentale nel racconto delle sedute d’aula con il livetweet ospitato nella home page del sito internet. Allo stesso tempo il Consiglio si è fatto promotore di una serie di iniziative di formazione/informazione delle altre Pa piemontesi organizzando nel marzo 2013 “La Pa in 140 caratteri” dedicato alle Pubbliche amministrazioni che avevano iniziato (o avrebbero voluto farlo) a stabilire un contatto con i propri cittadini tramite Twitter. Sotto il cappello “Pa140” sono confluite una serie di attività legate alle social tv e, per ultimo, proprio agli Open Data. In contemporanea al rilascio in formato aperto di tutte le leggi del Consiglio, è stato organizzato il Piemonte Visual Contest, concorso per la creazione di infografiche e data visualization sulla storia della regione partendo, appunto, da dati rilasciati dalle Pubbliche amministrazioni, cui ha fatto seguito un interessante progetto di storytelling a partire da alcune tematiche emerse. Sulla partecipazione ai processi legislativi da parte dei cittadini ora il lavoro si sta facendo ancora più intenso. Da mesi il Consiglio lavora alla creazione di una piattaforma di partecipazione. Ci siamo accorti che i social media tradizionali non bastano più, che sono stati pensati per un uso diverso da quello “civico”, per mettere in connessione le persone e non come piattaforme abilitanti alla partecipazione della vita democratica. Così il nuovo, ambizioso e per certi versi rischioso, progetto proverà nei prossimi mesi a “potenziare” la vita parlamentare regionale grazie a un maggior coinvolgimento dei cittadini alla vita quotidiana del Consiglio, nelle audizioni in Commissione, nella proposizione di leggi di iniziativa popolare con procedure digitali e altro ancora. Cittadini di Twitter vi terrà informati! Da ottobre, intanto, inizierà un nuovo percorso che andrà a coinvolgere tutti coloro che ne faranno richiesta. La sfida sarà quella di mappare il Piemonte, sempre utilizzando i dati delle Pa, attraverso Open Street Map, un sistema di mappatura davvero libero, senza restrizioni legali o tecniche, realizzata dalla comunità per la comunità.

Fabio Malagnino

Roberta Bertero

(Giornalisti presso Consiglio regionale del Piemonte)

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