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Dal governo 11 progetti per digitalizzare gli archivi dello Stato

La trasformazione digitale non riguarda più soltanto servizi online o identità elettroniche, entra nel cuore della memoria pubblica del Paese. Con undici progetti pilota già avviati, il governo punta a rivoluzionare il modo in cui gli archivi dello Stato vengono conservati, consultati e valorizzati. Un passaggio strategico che promette di rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente, accessibile e sostenibile.

L’iniziativa, coordinata dal Dipartimento per la trasformazione digitale e realizzata in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, segna un cambio di paradigma, gli archivi non sono più soltanto depositi di documenti, ma infrastrutture di dati strategici.

Archivi digitali, più accessibilità, meno burocrazia

Dalle pratiche edilizie alle cartelle sanitarie, fino ai materiali storico-culturali, i progetti pilota coinvolgono diverse tipologie di documentazione. L’obiettivo è duplice, da un lato preservare il patrimonio archivistico, dall’altro migliorare concretamente i servizi per cittadini e imprese.

Come sottolinea Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’innovazione tecnologica, la digitalizzazione consente di trasformare un patrimonio frammentato in un sistema, sicuro e accessibile, capace di mettere il dato al centro delle politiche pubbliche. Non solo conservazione, dunque, ma anche innovazione operativa.

Un investimento per il Paese

Il progetto è finanziato dal Piano nazionale complementare (PNC) e punta a costruire modelli replicabili su scala nazionale. Non si tratta di interventi isolati, ma di un vero laboratorio diffuso, le esperienze raccolte serviranno a definire buone pratiche e linee guida per il futuro.

Digitalizzare significa restituire gli archivi ai cittadini, rendendoli realmente fruibili da studiosi, ricercatori e comunità. Una visione che lega trasparenza amministrativa e valorizzazione culturale.

Le amministrazioni coinvolte

Il progetto ha già attivato una rete ampia e articolata di istituzioni. Tra le amministrazioni coinvolte figurano il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Avvocatura dello Stato, diverse regioni come Calabria ed Emilia-Romagna, e numerosi enti locali, tra cui la Provincia di Biella, la Provincia di Terni, la Provincia di Treviso, il Comune di Bologna, il Comune di Genova, il Comune di Reggio Calabria, il Comune di Torino e il Comune di Venezia.

In arrivo anche nuove adesioni importanti, il Senato della Repubblica, il Comune di Napoli e la Regione Marche.

Un progetto di sistema

La portata dell’iniziativa va oltre la semplice digitalizzazione tecnica. Si tratta di un progetto di sistema che oltre all’ingaggio di PA centrali, per l’individuazione delle iniziative a supporto delle PA territoriali, coinvolge associazioni come la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’Unione delle Province d’Italia (UPI). Fondamentale anche il dialogo con la Direzione generale Archivi, a garanzia della tutela e valorizzazione del patrimonio documentale.

Dietro questi undici progetti c’è una visione chiara, costruire una Pubblica Amministrazione più moderna, capace di coniugare memoria e innovazione. Digitalizzare gli archivi significa liberare spazi fisici, ma soprattutto creare valore, dati più accessibili, servizi più rapidi, maggiore trasparenza.

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