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Divorzi e digitale: ecco come si semplificano le procedure

divorzio digitale

Secondo le stime di Euromonitor International, entro il 2030 il numero di separazioni nel mondo è destinato ad aumentare del 78,5% con un calo significativo del numero di figli per coppia.

Dati che evidenziano un trend negativo per un fenomeno complesso con molteplici cause e conseguenze e che spesso risulta essere ulteriormente complicato proprio a causa della burocrazia e delle tante incombenze che i coniugi si trovano ad affrontare.

Il digitale, in questo come in altri casi, può semplificare la vita alle persone e rendere una separazione o un divorzio più semplice gestire.

Ce lo ha spiegato l’avvocato di Diritto di Famiglia Andrea Cecinelli, fondatore del Centro Italiano Diritto di Famiglia e co-fondatore del Centro italiano contro gli abusi digitali.

“La riforma Cartabia prevede tutta una serie di nuove azioni, soprattutto riguardo le separazioni consensuali, ma è nato un problema dal momento in cui molti hanno frainteso il significato della riforma stessa, pensando erroneamente che adesso non sia più necessaria la fase di separazione” – ci ha spiegato l’avvocato- “Nelle procedure giudiziali, dove si litiga di più e dove i tempi erano più lunghi (due anni per una separazione giudiziale, a volte tre), ottenuta la separazione si doveva attendere un altro anno per la procedura di divorzio e, nel caso non si fosse raggiunto un accordo, si doveva rifare il giudiziale con un ulteriore prolungamento dei tempi. Adesso la riforma prevede che, una volta ottenuta la separazione, si possa chiedere al giudice, di fissare una nuova udienza per il divorzio. Dal punto di vista formale di gestione della pratica alla fine non è cambiato niente”. 

“Il digitale può semplificare le procedure. Se prima bisognava depositare il materiale cartaceo e portare avanti una serie di azioni analogiche, adesso invece i depositi sono tutti telematici e le udienze possono esserlo altrettanto (con i sistemi di video conferenza). L’avvocato può fare richiesta per l’udienza telematica ma sarà poi il giudice a deciderlo.

C’è anche la possibilità di una negoziazione assistita a distanza quindi il giudice non organizza l’udienza ma si occupa di tutto l’avvocato così da garantire una procedura più snella per i clienti e, grazie alla firma digitale, evitare loro di doversi recare in studio per firmare la documentazione. Con questo sistema le tempistiche sono notevolmente ridotte in quanto in un mese, massimo un mese e mezzo, ci si separa o si divorzia a dispetto della procedura classica che in media prevede dai 4 ai 6 mesi. La tecnologia quindi è fondamentale e permette anche di lavorare in città e regioni differenti.”

Un punto fondamentale che l’avvocato Cecinelli ha voluto sottolineare è che la separazione non è andata in pensione con la riforma Cartabia ma è tutt’ora necessaria per poter arrivare al divorzio, inoltre le tempistiche minime, dal momento che è ufficializzata la separazione, sono sempre di 6 mesi per poter finalizzare un divorzio.
La procedura più veloce quindi è la negoziazione assistita forte anche dell’utilizzo degli strumenti digitali che semplificano l’iter burocratico.

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