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Gli obiettivi del nuovo piano della comunicazione regionale per la sanità siciliana: la cross-medialità e la sfida all’era post-Covid

Tra le ultime delibere assessoriali dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana il Piano di Comunicazione Regionale 2021 incardina gli asset strategici da utilizzare in tutte le strutture ospedaliere.

Massicciamente definito per gli obiettivi digitali, il lavoro dell’Ufficio Speciale della Comunicazione (rinforzato nel 2019) in seno all’Assessorato, rappresenta un autentico apripista fondamentale per la Regione Siciliana. Per la prima volta viene stabilito un crono-programma di risultati attesi che va ben oltre la portata di singoli provvedimenti legati alla pandemia da covid. Si parla di prevenzione e campagne pubblicitarie, marketing online/offline e diffusione sui social di importanti misure previste per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dentro e fuori l’alveo pubblicistico degli ospedali.

Viene infatti richiesto a tutte le aziende ospedaliere siciliane di recepire lo stesso piano e di formularne uno proprio seguendo le linee guida stabilite. Tra le novità più rappresentative che danno seguito ai principi di cui al D.Lgs 33/2013, la comunicazione del rischio, il monitoraggio dei risultati, l’elenco delle azioni legate al budget. Questa l’ossatura di un piano molto vasto che racchiude i macro-obiettivi legati alla promozione del benessere in tutte le fasce di età, così come sancito nell’Agenda 2030; la prevenzione è il secondo asset rimarcato che pone l’accento sulle cardiopatie che in Sicilia risultano molto più numerose che in altre regioni dello stivale.

Le azioni a supporto del Piano Regionale della Comunicazione sono state incasellate dall’Assessorato nel rapporto tra Ufficio Speciale e Tavolo Tecnico Regionale Permamente per la Comunicazione, istituito nel 2020. L’emergenza sanitaria ha infatti dato nuova linfa all’apparato burocratico legato alla comunicazione nella sanità – e alla prevenzione – non soltanto attraverso strumenti economici ma anche attraverso un know-how diffuso, condiviso e regolarmente discusso tra le varie entità (Asp, Aziende, Policlinici Universitari).

Tra i risultati sin qui monitorati una omogeneizzazione dei contenuti sui social ripartiti da Palermo in tutti gli ospedali e una informazione capillare che ha permesso, tramite la cross-medialità, una veloce diffusione di quelle informazioni chiave per l’utente soprattutto nella fase di vaccinazione preliminare. A queste la necessità di aggiungere, per molti ospedali, una nuova forma comunicativa per i servizi che sono sopravvissuti al covid in un nuovo regime di sicurezza e garanzia sia per i pazienti che per i positivi al covid. Questo processo ha coinvolto moltissimi attori, stakeholders e realtà locali impegnate nella prevenzione (un ruolo chiave lo ha avuto la Croce Rossa Italiana).

Restano da superare molte criticità a cui la comunicazione sanitaria deve poter ambire. Un obiettivo spesso trascurato che riguarda il potenziamento della comunicazione finalizzata alle donazioni di sangue. Il brusco crollo delle donazioni durante la pandemia è frutto anche di una attenzione comunicativa diminuita – se non franata – sull’argomento. E questo deve rappresentare nell’immediato l’occasione per una nuova campagna finalizzata e incentrata sul recupero di molti donatori “freddi” al cambiamento post-covid. Almeno fino alla prossima traversata statistica che riguarderà la misurazione delle falle nella sanità siciliana. Non solo siciliana stavolta.

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