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Gli open data delle strutture ricettive Regione per Regione nello studio del Cnr

Quante Regioni italiane forniscono dataset open relativi alle strutture ricettive? Lo ha rivelato uno studio condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Pisa. I dati ottenuti sono confluiti in un portale, tour-pedia.org, pensato per dare vita a un osservatorio nazionale sul turismo italiano e consentire agli utenti di consultare un database costantemente aggiornato contenente informazioni su tutte le strutture ricettive presenti nel Paese.

Esplorando il sito è possibile visualizzare la quantità di open data messi a disposizione Regione per Regione. Molte non hanno dato libero accesso ai loro dati: il progetto intende anche sensibilizzarle a una maggiore apertura finalizzata alla creazione di un portale unico di riferimento per lo sviluppo del turismo italiano.

Dalla ricerca è emerso che al Centro Nord i dataset contengono molte strutture ricettive. Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Valle d’Aosta, invece, non hanno un open data dedicato. Trentino-Alto Adige e Basilicata mettono a disposizione solo le strutture di due province: Trento e Matera. Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Marche e Umbria hanno nel loro dataset più strutture registrate rispetto al portale booking.com mentre Toscana e Lombardia non mostrano grandi differenze rispetto al sito. Liguria, Sardegna, Sicilia e Trentino Alto Adige, invece, hanno solo una piccola parte delle strutture nel loro open data.

Per quanto riguarda il numero di strutture ricettive presenti negli open data forniti, la Toscana è al primo posto con 15.143. Seguono Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte con numeri compresi tra i 6.000 e i 10.000, poi Sicilia, Puglia, Marche e Umbria tra le 3.000 e le 6.000, Liguria, Sardegna e Trentino tra le 1.000 e le 3.000, infine Friuli Venezia Giulia e Basilicata sotto le 1.000.

 

 

 

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