Turismo, cultura, servizi. Raccontare il territorio: i Comuni del Lazio sui social network è il tema della ricerca curata dal coordinamento PA Social del Lazio e presentata a Roma in occasione del PA Social Day 2019.
L’analisi evidenzia come Facebook sia il social network più utilizzato (92,3%), seguito da YouTube (42,3%), Twitter (30,8%) e Instagram (26,9%). Praticamente inesistente, invece, l’utilizzo delle app di messaggistica: nessuno dei Comuni analizzati utilizza WhatsApp mentre soltanto uno informa i cittadini via Telegram.
Per quanto riguarda le integrazioni tra sito istituzionale e social network, nel 42,3% dei casi il portale è dotato dei cosiddetti “social buttons” e nel 34,6% dei pulsanti per la condividione sui social, ma il 38,5% dei Comuni non ha nessuna integrazione.
Nei comuni analizzati non sempre è stato possibile individuare la figura di un social media manager, un giornalista o un comunicatore incaricato di curare la presenza digitale della PA locale. Nel 50% dei casi non è dato sapere chi gestisce gli account mentre nel 30,8% dei casi è l’ufficio stampa e comunicazione. L’80% dei Comuni oggetto della ricerca, inoltre, non ha una social media policy rilevabile.
In generale il livello d’interazione è buono: i cittadini sono molto attivi e propongono misure, lasciano commenti positivi su specifiche iniziative, richiedono informazioni su servizi e iniziative dell’Amministrazione Comunale. I commenti negativi si concentrano sulle tematiche legate ai rifiuti e alla viabilità. A dialogare con i cittadini tramite commenti o messaggi privati, però, è solo il 28% degli enti.
Nel 40% dei casi le pagine sono aggiornate quotidianamente, nel 28% settimanalmente. Dall’analisi è emerso che gli eventi sono i contenuti maggiormente utilizzati per lo storytelling delle Pa locali. Sono strumento di racconto di un territorio e aggregazione e narrazione di una comunità.
Tirando le somme, la ricerca evidenzia come non esista un linguaggio specifico creato ad hoc per i social o cura per il livello espressivo, i testi non siano adattati alle caratteristiche dei social, spesso si pubblichino locandine di eventi e documenti ufficiali poco visibili e con poco appeal e i contenuti non sempre appaiano adatti al mezzo che si sta utilizzando. La fotografia dei comuni analizzati mostra che c’è ancora poca consapevolezza della necessità di una strategia che individui nei social uno strumento fondamentale nella comunicazione istituzionale.
La ricerca è stata curata dalle esperte di comunicazione Giulia Agostinelli, Loretta Ciciarelli, Assunta D’Aquale, Alessandra Gambadoro e Claudia Scardino insieme a Francesca Ieracitano, ricercatrice in sociologia della comunicazione e dei processi culturali presso l’Universitá Lumsa, con il coordinamento di Emiliano Germani.