Dopo Livorno, ancora un’immersione nelle acque lungo la costa tirrenica e stavolta è il turno dell’Acquario di Genova che accede di diritto alla rubrica “Educare al tempo dei Social”: la nostra visita nel capoluogo ligure, infatti, ha confermato la sensazione di un luogo che attraverso strutture eccellenti, percorsi innovativi e anche utilizzo dei social, educa alla conoscenza del mare, della natura, di un pianeta che ha bisogno di rispetto e collaborazione per rimanere bello come ci è stato consegnato.
I cittadini di Twitter hanno visitato i padiglioni che ospitano le immense e affascinanti vasche: un viaggio di oltre due ore tra squali, delfini, foche, meduse, piranha pesci di ogni specie da ammirare con gli occhi ma anche da conoscere nei dettagli con proposte didattiche specifiche per le scuole e i gruppi, con un apposito padiglione dedicato alla biodiversità e soprattutto con un percorso multimediale davvero curato. I social sono uno dei punti di forza dell’Acquario di Genova: non solo una pagina facebook ufficiale “Acquario di Genova” con più di 33.500 like e una continua produzione di contenuti istruttivi con domande interattive, quiz, eventi e foto, non solo un canale Youtube interessante per contenuti, ma anche un profilo Twitter che con il nome @AcquarioVillage risponde alla sua vocazione ovvero quella di dare voce a un villaggio subacqueo, a una comunità di persone di ogni età che, per studio o per passione, per professione o per turismo, si avvicina a un mondo suggestivo come quello dei fondali.
Twitta e ritwitta in modo intelligente il profilo dell’Acquario di Genova, promuove eventi culturali e sportivi legati all’Acquario e fa dei social uno degli strumenti utili per apprendere attraverso un’ “esperienza divertente e coinvolgente”, in dialogo con i pesci ma anche con le persone e con la struttura che su Facebook e Twitter interagisce, risponde ed informa. Insomma, i pesci non parlano ma nella bellissima struttura di Genova e sui social utilizzano un linguaggio chiarissimo per dare messaggi, ascoltare ed educare.

