Dal 2012, quando l’associazione Global Footprint Network ha iniziato a calcolare annualmente quando finiamo le risorse che consumiamo, più o meno a metà di agosto arriva l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui il fabbisogno umano di risorse eccede la capacità rigenerativa del pianeta. Quest’anno è arrivato ieri, 19 agosto: perciò da oggi e fino alla fine dell’anno consumeremo oltre la possibilità rigenerativa delle risorse, alterando la sostenibilità ambientale.
Ma come si può almeno spostare in avanti questa data? Molte sono le possibilità che coinvolgono le economie occidentali alle prese con una crisi “di sistema” che sembra non avere fine e le economie emergenti, paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) su tutti, che possono incrementare il loro benessere ma devono farlo senza ripercorrere gli errori energivori del secolo scorso.
Quindi determinante per tutti cercare di incrementare l’uso delle energie rinnovabili al posto delle fossili (flussi energetici) e riutilizzare la materia in modo più ciclico e circolare (flussi di materia). Se per il primo punto non siamo all’anno zero (pur scontando errori sia d’indirizzo politico che industriale) per il secondo siamo in ritardo. Perché la possibilità manifatturiera di utilizzare materie prime seconde provenienti dai processi industriali di riciclaggio in sostituzione delle materie prime vergini è ancora lasciata in mano a poche aziende, che investono in ricerca sia per garantire una ecosostenibilità di prodotto, sia per affrancarsi dalla volatilità del costo delle materie prime. Il dato positivo è però di prospettiva: questo settore della green economy è infatti in forte crescita e lo dimostrano i dati Unioncamere, che ci dicono che negli ultimi anni il 40% di nuove forme di occupazione si è realizzato grazie all’economia verde.
Si tratta quindi di incrementare investimenti e ricerca per diffondere sempre più lo scouting di utilizzo industriale di “commodities” provenienti da materie prime seconde, unendo qualità ad ecosostenibilità.
In tutto questo i social network possono dare la spinta propulsiva decisiva: lo scambio di informazioni tra gli utenti social può diventare – ed in parte già lo è – la forma di comunicazione virale che segnala e rilancia prodotti e servizi da preferire poiché provati personalmente dai navigatori, che li segnalano perché – a parità di qualità o addirittura a livello superiore – sono realizzati rispettando sostenibilità ambientale ed economica.
Sarebbe già un buon contributo, se non per pareggiare, per spostare in avanti le lancette dell’Overshoot Day degli anni a venire…