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Il biglietto per entrare al museo si “paga” con un selfie

Le piazze delle periferie romane diventano gallerie d’arte all’aria aperta con lo smartphone a fare da guida turistica e i selfie come biglietti di ingresso. Funziona così Musei in strada il progetto che, nell’ambito di Roma Grande Formato, farà sbarcare 15 capolavori dei musei civici in periferia trasformando le piazze in luoghi di cultura. Si tratta di quindici immagini fotografiche su tela in scala 1:1, 5 per ogni municipio, che riproducono opere provenienti da Palazzo Braschi, Galleria d’Arte Moderna e Macro, scelte nella produzione di grandi artisti come Carla Accardi, Pablo Echaurren, Titina Maselli, Paolo Anesi, Gavin Hamilton, Giacomo Balla per citarne alcuni.

Le foto, in mostra fino al 15 giugno, sono raccontate oltre che dalle didascalie anche attraverso la app “Musei in Strada” (Google Play e iTunes) che contiene informazioni sugli artisti, le opere e i musei che le ospitano. Il racconto delle opere è fatto da 12 “testimonial” legati al quartiere. L’obiettivo è far ‘scoprire’ o ‘riscoprire’ il patrimonio artistico museale di Roma. “Per far sì infatti che il pubblico, incuriosito dalle riproduzioni in mostra, sia invogliato a visitare i Musei che custodiscono gli originali, sarà offerto un biglietto gratuito ai cittadini residenti che si presenteranno alla biglietteria con un selfie scattato con una delle riproduzioni esposte in strada”, ha spiegato l’assessore alla cultura Giovanna Marinelli.

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