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Il “pasticcio” delle carte d’identità: proroga e caos nei Comuni.

caos carte identità

E’ stato approvato il Decreto-Legge n. 108/2026: le vecchie carte d’identità cartacee restano valide in Italia fino alla scadenza, ma dal 3 agosto stop ai viaggi all’estero senza CIE. E negli uffici anagrafici, tra ferie estive e appuntamenti da disdire, scoppia il caos organizzativo.

Un colpo di spugna all’ultimo minuto, arrivato quando la macchina organizzativa dei Comuni italiani era già lanciata a tutta velocità. Il “pasticcio” delle carte d’identità è servito.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 146 del 26 giugno 2026) del Decreto-Legge n. 108/2026, il Governo ha ufficializzato la proroga per le vecchie carte d’identità cartacee.

Una boccata d’ossigeno per evitare il blocco totale degli sportelli, certo, ma che si porta dietro un retroscena fatto di disdette forzate, investimenti andati in fumo e una forte dose di confusione per i cittadini in partenza per le vacanze.

La novità del D.L 108/2026 per le Carte d’identità: cosa prevede l’Articolo 11

Il cuore del provvedimento che tocca da vicino milioni di italiani si trova all’articolo 11 della nuova norma. Il testo stabilisce formalmente che le carte d’identità cartacee rilasciate in precedenza conservano la loro efficacia sul territorio nazionale fino alla data di scadenza naturale indicata sul documento.

Non c’è più, quindi, l’obbligo di correre in sella a sostituirle in massa entro la fatidica data del 3 agosto 2026, inizialmente prevista per adeguarsi agli standard europei.

Inoltre, per evitare paralisi burocratiche, i Comuni potranno rilasciare un documento provvisorio di identificazione (o una ricevuta) valido solo in Italia, in attesa che la Carta d’Identità Elettronica (CIE) venga spedita a casa del cittadino.

In sostanza: Fino al 31 dicembre 2027, i sindaci avranno il potere di rilasciare un “documento d’identità provvisorio” in formato cartaceo (art 3). Questo foglio provvisorio, considerato carta valori, avrà una validità massima di 6 mesi, non sarà rinnovabile e dovrà essere riconsegnato al Comune non appena la CIE sarà pronta.

Il decreto si occupa infine di semplificare, attraverso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, i sistemi informatici di pagamento e riscossione per il rilascio della CIE, assicurando che l’intera operazione avvenga senza costi aggiuntivi per le casse dello Stato.

Carte d’identità cartacee all’estero

Attenzione, però, a non farsi ingannare dal termine “proroga”. C’è un dettaglio fondamentale che rischia di rovinare le vacanze estive a molti: il passaporto per l’espatrio non si tocca.

Come specificato al comma 2 dello stesso articolo, restano fermi i regolamenti comunitari. Significa che a partire dal 3 agosto 2026 la carta cartacea non sarà più valida per viaggiare all’estero, nemmeno all’interno dell’Unione Europea.

Chi deve varcare il confine quest’estate e possiede ancora il vecchio modello deve tassativamente richiedere la CIE o essere in possesso di un passaporto in corso di validità.

Cosa significa in parole povere?

Spieghiamo meglio: Il testo del decreto fa chiarezza su due aspetti distinti: la vecchia carta cartacea “tradizionale” e il nuovo “documento provvisorio cartaceo” per le urgenze.

Tecnicamente la carta di identità cartacea, è un titolo valido per l’espatrio: La legge italiana lo riconosce espressamente come documento idoneo a varcare i confini (ai sensi delle leggi di pubblica sicurezza).

All’atto pratico c’è un grosso rischio: L’articolo 4 specifica che al momento del rilascio il cittadino deve essere formalmente avvertito del fatto che il documento provvisorio potrebbe NON essere accettato da alcuni Stati esteri per l’ingresso nel loro territorio.

Se ti rechi all’estero con il foglio provvisorio (rilasciato in caso di urgenza dal Comune), la polizia di frontiera italiana ti lascerà uscire, ma l’autorità del Paese in cui stai andando ha il diritto di rifiutarlo e respingerti, poiché le dogane straniere spesso non riconoscono i formati cartacei sostitutivi d’emergenza o non hanno gli strumenti per verificarne l’autenticità.

Il consiglio: Se devi viaggiare fuori dall’Italia e non hai ancora la CIE, la soluzione più sicura per l’estero rimane richiedere un passaporto con procedura d’urgenza, poiché viaggiare con il solo documento provvisorio cartaceo ti espone al rischio di essere bloccato all’arrivo.

Per quanto riguarda invece la vecchia carta d’identità cartacea tradizionale (se non è scaduta ed era già valida per l’espatrio), essa segue le limitazioni temporali dei commi 1 e 2 per i rapporti interni, ma per l’estero risente della progressiva diffidenza di molti paesi e compagnie aeree verso il vecchio formato cartaceo italiano.

Comuni nel caos: risorse sprecate e appuntamenti da disdire

Se i cittadini provano a raccapezzarsi, per gli uffici anagrafici dei Comuni italiani la mossa del Governo è stata un vero e proprio terremoto gestionale. Per mesi, le amministrazioni locali hanno investito cospicue risorse economiche e umane per prepararsi alla scadenza di agosto. Erano stati varati progetti di performance, pianificati straordinari per il personale e predisposti slot aggiuntivi sui portali di prenotazione, come il sito ministeriale: www.prenotazionicie.interno.gov.it

Ora, con il decreto entrato in vigore il 26 giugno, lo scenario si ribalta. Molti Comuni si trovano costretti a smantellare i turni extra pomeridiani e a disdire gli appuntamenti già fissati. Una riorganizzazione d’emergenza resa ancora più complessa dal calendario: siamo a inizio estate, il periodo delle ferie del personale è già iniziato e gli uffici sono storicamente a corto di organico.

I Comuni stanno correndo ai ripari pubblicando avvisi d’urgenza sui propri siti istituzionali per fermare l’afflusso programmato e contingentare gli accessi.

Resta il danno per una programmazione saltata all’ultimo minuto a causa di un decreto arrivato fuori tempo massimo, lasciando gli operatori dell’Anagrafe a gestire le lamentele degli utenti senza ancora linee guida ministeriali del tutto chiare.

Il consiglio per i cittadini? Controllate la scadenza del vostro documento, ma soprattutto verificate la vostra destinazione: se la meta è oltreconfine, la via della CIE resta obbligatoria, proroga o non proroga.

Digitale Popolare aveva affrontato il tema già qui: Addio carta d’identità: tra sicurezza europea e fake news. Perché la CIE non è una “tassa” – Digitale Popolare

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