Dal 5G alla fibra ottica, dalla sanità digitale al cloud della PA: la Commissione europea certifica i progressi nel Rapporto sul Decennio Digitale e riconosce all’Italia risultati concreti, ma segnala il ritardo sulle competenze ICT
L’Italia supera la media europea in diversi indicatori chiave della trasformazione digitale. È quanto certifica la quarta relazione sullo Stato del Decennio Digitale, pubblicata dalla Commissione europea, che misura i progressi degli Stati membri verso gli obiettivi fissati per il 2030 dal Programma Strategico per il Decennio Digitale.
Secondo il country report dedicato all’Italia, il Paese ha registrato avanzamenti significativi nello sviluppo delle reti in fibra ottica FTTP e nella copertura 5G, nella digitalizzazione delle piccole e medie imprese e nell’adozione di soluzioni cloud e di analisi dei dati. Il rapporto attribuisce inoltre all’Italia il primato nell’istituzione di un quadro di governance nazionale per l’intelligenza artificiale, in attuazione dell’AI Act europeo, con l’obiettivo di garantire un uso etico, trasparente e responsabile della tecnologia. Riconosciute anche le capacità accademiche e industriali nel settore delle tecnologie quantistiche, sviluppate nell’ambito della Strategia italiana per le tecnologie quantistiche.
Il Sottosegretario con delega all’innovazione tecnologica Alessio Butti ha commentato i risultati citando le principali infrastrutture digitali avviate negli ultimi anni: l’IT-Wallet, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, il Fascicolo Sanitario Elettronico e il cloud per la pubblica amministrazione. Butti ha attribuito i progressi agli investimenti del PNRR e a una strategia di coordinamento con enti locali, imprese e PA.
Lo stesso Sottosegretario ha però indicato il nodo ancora aperto: la formazione di specialisti ICT. Le competenze digitali avanzate restano un’area in cui l’Italia non ha ancora raggiunto risultati analoghi a quelli conseguiti sul versante infrastrutturale, e su questo fronte si concentrerà la prossima fase del percorso.