Si chiama PsOpen èd è la app pensata e realizzata per consentire ai familiari di tutti coloro che effettuano un accesso al Pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle di tenere monitorate le attività di assistenza sanitaria (l’iter diagnostico/terapeutico intrapreso) che riguardano il loro congiunto. Attualmente dispobìnibile in versione Android, presto lo sarà anche per il sistema operativo iOS.
L’accesso alla sezione riservata della app avviene al Pronto soccorso, al termine della fase di accettazione, quando il paziente riceve un codice a barre. La persona autorizzata dallo stesso assistito potrà utilizzarlo per avere aggiornamenti su tutte le fasi della presa in carico: dall’entrata nella struttura all’orario di esecuzione di specifiche prestazioni fino alle consulenze effettuate. La app non fornisce informazioni sull’esito degli esami eseguiti: questo compito spetta esclusivamente al medico di Pronto soccorso.
PsOpen prevede, inoltre, una sezione pubblica, consultabile anche da casa, che consente di conoscere l’ubicazione precisa del Pronto soccorso di Belcolle sfruttando la geo-localizzazione e di verificare in tempo reale quante persone sono presenti, suddivise in base ai codici d’emergenza. Un’informazione utile soprattutto per i cittadini con problemi di salute non urgenti che, in assenza del medico di famiglia o del pediatra, possono scegliere di raggiungere altri servizi aziendali dislocati su tutto il territorio della provincia di Viterbo.
“L’attivazione della app – spiega il direttore del Pronto soccorso di Belcolle, Bruno Mongiardo – è parte integrante di un più ampio progetto che abbiamo chiamato “Facilitatore di percorso” e che è già operativo da qualche settimana presso la nostra struttura. L’obiettivo di tutte queste azioni è migliorare i processi interni, l’orientamento e la comunicazione con i pazienti e con i loro congiunti, in un’ottica di trasparenza e di condivisione dei diversi livelli di emergenza/urgenza che possono presentarsi in un preciso momento”.
Il facilitatore di percorso può essere un medico o un infermiere ed è identificabile perché indossa una divisa con la scritta “Facilitatore di percorso, puoi chiedere a me”. Si occupa di tutti i pazienti in attesa di terminare il loro iter diagnostico-terapeutico e di quelli che devono essere ricoverati. È a disposizione dei loro familiari per fornire tutte le informazioni necessarie.
Nel momento in cui verranno valutate le condizioni della persona, all’accompagnatore sarà consegnato un foglio con un codice identificativo che sostituirà il nome nelle comunicazioni oltre al codice a barre da utilizzare per PsOpen. Il facilitatore di percorso, ma anche i medici stessi di pronto soccorso, potranno quindi rivolgersi ai familiari del paziente durante il periodo di permanenza in Pronto soccorso con questa nuova modalità.
“Il facilitatore di percorso – conclude il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – è una risorsa per tutti i familiari delle persone entrate in Pronto soccorso. Si inserisce all’interno di un quadro complessivo di azioni intraprese e di un lavoro incessante che, negli ultimi due anni e, in particolare, negli ultimi mesi abbiamo messo in campo come azienda con la partecipazione significativa e convinta dei professionisti presenti a Belcolle. Medici e infermieri che intendo ringraziare pubblicamente per l’impegno e la dedizione dimostrata, a testimonianza che, tutti insieme, vogliamo ottimizzare i processi e i percorsi di cura, per garantire ai cittadini la migliore presa in carico in Pronto soccorso”.