0%

La Galleria Nazionale lancia un contest di video selfie per raccontare se stessi attraverso le immagini

Un invito a riflettere sulla propria voce, immagine, storia, e provare a raccontarsi in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo. Da qui parte l’idea della call Taci. Anzi, parla: un progetto di video selfie ideato dalla Galleria Nazionale di Roma. Un vero e proprio contest in cui la Galleria sosterrà la diffusione dei contenuti video includendoli nella propria attività espositiva, presentandoli nell’ambito del progetto digitale sull’Archivio Lonzi sviluppato con la collaborazione di Google Arts & Culture, e rendendo visibili gli autoritratti e i loro soggetti sulle piattaforme online del museo e dei partner coinvolti.

Al termine della call Taci. Anzi, parla, una giuria selezionerà i video vincitori che saranno promossi e divulgati per offrire ulteriore risonanza alle voci e agli autoritratti raccolti.

Per partecipare si dovrà seguire la seguente procedura:

  • L’autoritratto (video-selfie) può avere una durata massima di 2 minuti
  • È possibile utilizzare la propria immagine, suoni, voci, testo, o la ripresa di altri soggetti, oggetti, azioni, luoghi, ecc.

Per partecipare alla selezione è necessario:
1. caricare il video-selfie su YouTube (in modalità “Unlisted” o “Non in elenco”)
2. inviare il link per la visione della giuria a: call@lagallerianazionale.com
3. allegare il form di partecipazione debitamente compilato

– È possibile inviare i materiali fino alle 23:59 del 30 aprile 2020

– La comunicazione dei video selezionati avverrà nella seconda settimana di maggio 2020

Taci. Anzi, parla

Autoritratto è un libro di Carla Lonzi pubblicato per la prima volta nel 1969, in cui l’autrice mette insieme in una forma di montaggio le trascrizioni delle conversazioni/interviste con degli artisti, realizzate e registrate tra il 1965 e il 1969. Il libro nasce dalla volontà di Carla Lonzi di contrapporre la creatività artistica all’attività controllata e mediata propria della critica d’arte e di far emergere una forma di espressione e di racconto di sé immediata, spontanea e genuina.

Autoritratto dà spazio alle voci autentiche degli artisti che si raccontano, ma è al tempo stesso un autoritratto di Carla Lonzi che sceglie in questi anni di allontanarsi dall’ambito della critica, di esplorare la dimensione soggettiva, contrastante con la presunta oggettività di un critico. “Non sono più un’estranea” – scrive nella premessa del libro per definire il suo rapporto con la creatività. Autoritrarsi in questo senso diventa un gesto politico di presa della parola, di narrazione in prima persona.

Il format del (video) selfie, definito da Mirzoeff e altri studiosi di visual studies come una performance digitale, ci può permettere di costruire le nostre storie utilizzando le parole e le immagini, prendendo spunto dall’Autoritratto di Carla Lonzi, dove l’intimità dei dialoghi tra lei e gli artisti si incrocia con le fotografie personali dei protagonisti, creando uno spazio protetto di pensiero e visione. Un video selfie creato oggi è un contributo alla costruzione di un “singolare collettivo”, in cui ogni protagonista sceglie la propria forma e definizione, utilizzando l’autoritratto come un gesto radicale.

Ma qual è il senso di autoritratto come forma di racconto di sé oggi? E quali sono gli strumenti che ci permettono di raccontarci in maniera più spontanea e immediata? Nei tempi di reclusione forzata (collettiva e individuale nello stesso momento), come possiamo rimettere in campo le singole soggettività e visioni? Nel momento in cui le nostre vite sono legate esclusivamente allo spazio domestico, intimo, il racconto di sé torna ad essere un centrale mezzo di comunicazione con il mondo. Di recente gli spazi digitali che abitiamo si sono riempiti di dirette, interviste, testimonianze, diari e tutorial. L’autorappresentazione in una forma o l’altra è diventata una parte integrante di tanti ambiti, tra cui quello artistico e culturale.

Una delle caratteristiche fondamentali dell’Autoritratto di Carla Lonzi è il legame che ogni protagonista ha con il presente, con la contemporaneità. È a partire dalla contemporaneità che nelle interviste si sviluppano le visioni, le idee, le opinioni, si raccontano i soggetti, attraverso le parole, i modi di dire, le immagini che accompagnano questa narrazione corale.

Ultimi articoli

Con PostPickr i social si gestiscono dalla chat con Claude e ChatGPT

Attivare la Carta d’Identità Elettronica è diventato un incubo digitale

Il calcio diventa strumento di soft power anche grazie al digitale: il nuovo libro di Paolo Carito

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content