Addio, mio “capitano”. Robin Williams, il popolare attore nato a Chicago che ha accompagnato generazioni intere con i suoi personaggi pieni di umanità e di voglia di vivere, ci ha lasciato, se n’è andato nella sua casa di Tiburon in California, all’età di 62 anni, forse per suicidio. Significativo il fatto che il suo addio sia stato scandito dalla comunicazione di oggi, proprio come il suo alieno di “Mork & Mindy”. Twitter e Facebook sono stati letteralmente inondati in poche ore da messaggi provenienti da tutto il mondo, abbracci simbolici e sinceri, in testa il Presidente degli Stati Uniti in persona Barack Obama. Ma lo stesso Robin Williams, il “capitano” di tutti ne “L’Attimo Fuggente”, aveva affidato esattamente dodici giorni fa proprio a Twitter l’ultimo messaggio a sua figlia Zelda.
“Tanti auguri per i tuoi 25 anni, un quarto di secolo ma per me sei sempre la mia bambina”, le aveva scritto, aggiungendo una foto in cui teneva la figlia in braccio ancora molto piccola. Zelda ringrazia il papà, e ora che non c’è più gli dedica un pensiero su Twitter che condensa lo spirito più profondo di Robin Williams. “Tu, solo tu – gli scrive – avrai delle stelle come nessuno le ha….Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere”. Come ricordare meglio di così questo fantastico eterno sognatore del cinema mondiale? Che si divertiva da piccolo a giocare con duemila soldatini affidando a ognuno di essi una voce diversa? Che aveva pensato per sua figlia al nome di una principessa di una serie di videogiochi? Così fa infatti sempre su Twitter Barack Obama, che affida al cinguettìo online un pensiero bellissimo su Williams.
“Aviatore, medico, genio, tata, Presidente, professore, Peter Pan – scrive commosso il Presidente degli Stati Uniti – ma anche tutto quello che sta nel mezzo. E’ arrivato nella nostra vita come un alieno, ha finito per toccare ogni elemento dello spirito umano. Ha offerto il suo talento a chi ne aveva più bisogno”. Da John Travolta a Henry Winkler “Fonzie”, da Mia Farrow a Larry Kravitz fino a Ringo Starr. Un’autentica ondata di emozioni tra l’incredulo per quanto accaduto e il calore umano, che Twitter sta trasformando in un unico, commosso tributo a questo straordinario artista dai mille volti ma dal cuore che conquista. Ci piace ricordarne ancora due su tutti, tra i più recenti e significativi. Il tweet della NASA, che ha ricordato quel giorno del 1988 in cui Robin Williams augurò il buongiorno all’equipaggio dello shuttle Discovery con le parole di uno dei suoi film più famosi, “Good Morning Vietnam”.
Ma ancor più quello dell’Academy of Motion Picture Arts & Sciences, che ha scelto di salutarlo nei panni del genio di Alladin, a cui lo stesso attore diede la sua voce nel film del 1992, con poche parole. “Genio, sei libero”. A noi non resta che salutarlo con affetto. “Oh capitano, mio capitano … “