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Mercoledì dei Giovani PA: la parola agli under 35

Mercoledì dei Giovani PA

Non è stato il solito post sui social su contratti, concorsi, riforme o burocrazia. A catturare l’attenzione di molti giovani dipendenti pubblici, questa volta, è stato un messaggio capace di toccare un nervo scoperto della PA: il bisogno, sempre più urgente, di ascoltare davvero chi la vive ogni giorno e ne immagina il futuro.

A firmarlo è stato Antonio Naddeo, Presidente dell’ARAN, che ha annunciato un’iniziativa importante, pensata per dare finalmente spazio e voce agli under 35 che lavorano nella PA. Così il 10 giugno 2026 ha preso il via il “Mercoledì dei Giovani PA”, un’idea lanciata attraverso il suo blog personale e i canali social.

Il senso dell’iniziativa è chiaro: nella PA si parla spesso di giovani, ma raramente con i giovani. Da qui la scelta di creare uno spazio di confronto aperto, senza formalismi e senza gerarchie, in cui la Generazione Z possa raccontare esperienze, aspettative, criticità e visioni future.

Uno spazio per ascoltare chi vive la PA ogni giorno

Come ha spiegato lo stesso Naddeo nel suo blog, il progetto nasce dalla volontà di offrire ai giovani dipendenti pubblici un luogo in cui sentirsi protagonisti e non semplici destinatari di politiche e strategie pensate da altri.

La risposta non si è fatta attendere. In poche settimane sono arrivate numerose candidature da tutta Italia, segno di una forte voglia di partecipazione e confronto. Un dato che racconta molto più di qualsiasi statistica: esiste una generazione di lavoratrici e lavoratori pubblici che vuole contribuire attivamente al cambiamento dall’interno delle istituzioni.

I giovani della PA non hanno perso la voglia di esserci. Hanno perso, semmai, la voglia di tacere. Vogliono raccontare il proprio lavoro, condividere idee e difficoltà, proporre soluzioni e portare il proprio punto di vista all’interno di un’organizzazione chiamata ad affrontare trasformazioni profonde.

I giovani che cambiano la PA

La prima puntata ha dato spazio alla voce di due giovani dipendenti pubblici, Diego e Silvia accumunati da una forte motivazione e dal desiderio di contribuire al miglioramento delle proprie organizzazioni. Dal confronto sono emersi temi centrali come la necessità di superare procedure troppo complesse, favorire una maggiore collaborazione tra amministrazioni, valorizzare le competenze e rafforzare il senso di appartenenza delle nuove generazioni. Particolare attenzione è stata dedicata all’importanza di creare reti professionali, occasioni di formazione trasversale e percorsi capaci di mettere in connessione esperienze diverse. Un confronto che ha evidenziato anche il valore di una PA sempre più aperta al dialogo e orientata alla costruzione di una “amministrazione condivisa”.

Giovani, innovazione e ricambio generazionale: la sfida della PA

L’iniziativa si inserisce in un momento particolarmente importante per il settore pubblico. Da anni il tema del ricambio generazionale è al centro del dibattito istituzionale e rappresenta una delle principali sfide per il futuro della PA.

Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha più volte sottolineato come il futuro del Paese dipenda anche dalla capacità di attrarre giovani talenti PA.

Di giovani si è parlato anche quest’anno al ForumPA 2026. In occasione dell’evento sono stati diffusi i risultati dell’indagine di FPA che ha affrontato il tema dell’importanza del ricambio intergenerazionale, valore delle competenze digitali e della formazione per far creascere l’innovazione organizzativa e tecnologica. 

Una PA che sa attrarre competenze qualificate e riconosce il valore delle persone rappresenta un motore di crescita, innovazione e competitività per il Paese. In questo scenario, i giovani non rappresentano soltanto il futuro delle istituzioni: sono già protagonisti attivi del cambiamento.

Il valore dell’ascolto per costruire senso di appartenenza

L’attenzione verso le nuove generazioni è stata recentemente richiamata anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, in occasione delle celebrazioni del 2 giugno, ha sottolineato l’importanza di rafforzare il rapporto tra giovani e istituzioni, riducendo le distanze e creando occasioni concrete di partecipazione.

È proprio in questa prospettiva che il “Mercoledì dei Giovani PA” assume un significato che va oltre il singolo appuntamento. L’iniziativa richiama un principio fondamentale: il cambiamento non si realizza soltanto attraverso norme, procedure o nuove tecnologie. Si costruisce innanzitutto attraverso il dialogo e l’ascolto.

Ascoltare i giovani significa riconoscerne il valore, le competenze e la capacità di contribuire alla crescita delle istituzioni pubbliche.

A riassumere efficacemente lo spirito dell’iniziativa sono state le parole di Diego al termine del primo incontro: «Grazie, perché oggigiorno molte Pubbliche Amministrazioni parlano dei giovani, ma in pochi danno loro la parola».

E forse è proprio da qui che può partire una nuova stagione per la PA. Cominciare ad ascoltare chi oggi, più di altri, è chiamato a immaginarne il domani.

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