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Minerva, quando le risorse umane diventano strategia e valore per la PA

Piattaforma Minerva

Non è un caso che si chiami Minerva. Nella tradizione romana è la dea della sapienza e della ragione, ma anche della strategia a lungo termine: quella capacità di osservare, comprendere e scegliere come agire per raggiungere un obiettivo. Non la forza fine a se stessa, dunque, ma l’intelligenza che la orienta.

È proprio questa l’idea che sembra racchiudere il nome della nuova piattaforma del Dipartimento della funzione pubblica: uno strumento digitale che nasce per aiutare le amministrazioni a conoscere meglio il proprio capitale umano, leggere le competenze disponibili e quelle necessarie e, su questa base, orientare le proprie scelte. Una prospettiva che porta la gestione delle persone fuori dalla sola dimensione amministrativa e la colloca dentro una visione strategica.

Presentata quest’anno a Forum PA 2026 all’interno dell’evento dal titolo“Minerva, il punto di arrivo di un progetto corale, il punto di partenza per una nuova PA”, la piattaforma è già disponibile per le amministrazioni italiane. Il progetto nasce nell’ambito della riforma PNRR della Pubblica amministrazione e rappresenta l’evoluzione operativa del percorso RiVa, realizzato dal Dipartimento della funzione pubblica insieme a Formez PA che è stato soggetto attuatore ed Invitalia S.p.A. con funzione di accompagnamento e diffusione del know how di Minerva. Dalla prima sperimentazione, che ha coinvolto 58 amministrazioni, Minerva è arrivata oggi a oltre 140 enti che, dopo aver partecipato alle prime fasi, utilizzano attivamente il toolkit contribuendo al suo sviluppo.

Per capire davvero l’obiettivo di Minerva bisogna andare oltre l’elenco delle sue funzioni.

All’interno della piattaforma, per esempio, è stato messo a punto uno strumento che permette alle amministrazioni pubbliche di compilare in modo guidato la sezione del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) dedicata al Piano triennale dei fabbisogni di personale (PTFP). È uno degli strumenti attraverso i quali Minerva supporta una programmazione del personale più consapevole, mettendo in relazione i fabbisogni dell’amministrazione con i profili professionali e le competenze necessarie.

Ma il vero cambio di prospettiva da parte della Pubblica amministrazione parte da una domanda: non solo quante persone, ma di quali persone ho veramente bisogno per raggiungere quel determinato obiettivo?

È una domanda che racchiude forse più di qualsiasi definizione tecnica il senso di Minerva. Perché la vera trasformazione arriva quando la programmazione del personale smette di interrogarsi soltanto sulla quantità e comincia a misurarsi con la qualità e la natura delle competenze necessarie.

È qui che Minerva acquista il suo significato più profondo: nel passaggio da una gestione prevalentemente amministrativa delle risorse umane a una gestione strategica, nella quale organizzazione, obiettivi, fabbisogni e professionalità devono dialogare tra loro per costruire valore dentro e fuori le amministrazioni.

Minerva, RiVa, Syllabus: un nuovo ecosistema delle competenze

Minerva non nasce dal nulla. È il risultato di un percorso nel quale il precedente progetto RiVa ha rappresentato soprattutto il terreno metodologico: costruire nelle amministrazioni sistemi professionali fondati sulle competenze e fornire modelli, strumenti e metodologie per una gestione più consapevole del capitale umano.

Minerva compie un passo in più portando quel metodo dentro una infrastruttura digitale. Consente di costruire e personalizzare profili professionali, mappare le competenze disponibili, individuare eventuali gap e confrontare il capitale professionale con gli obiettivi organizzativi. Il tutto dialogando con altri strumenti nazionali, come inPA e Syllabus e il portale PIAO.

Se RiVa ha contribuito a costruire il linguaggio, Minerva prova dunque a renderlo operativo; se Syllabus interviene soprattutto sulla crescita delle competenze attraverso l’autovalutazione e la formazione, Minerva colloca quelle competenze dentro una visione più ampia di organizzazione e programmazione del personale.

È la costruzione, in altre parole, di un ecosistema valoriale nel quale dati e competenze possono finalmente diventare elementi con cui prendere decisioni.

La tecnologia non sostituisce la strategia

Ed è proprio qui che entra anche il tema della trasformazione digitale. Minerva nasce dentro una Pubblica amministrazione che sta cambiando profondamente, grazie alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale e all’arrivo di nuove professionalità e giovani talenti. L’AI può automatizzare attività, semplificare procedure e sostenere l’analisi dei dati; ma nessuna tecnologia può decidere da sola quali competenze servano a un’amministrazione per raggiungere un determinato obiettivo.

Il valore della piattaforma sta quindi anche nella possibilità di mettere ordine a informazioni che spesso rimangono frammentate, costruendo un linguaggio comune e una base conoscitiva condivisa.

C’è poi un altro aspetto importante che Minerva utilizza e valorizza: il linguaggio attraverso una stessa comunicazione intorno ad un dizionario condiviso delle competenze a livello nazionale che attiva un dialogo e un confronto tra tutti i soggetti che partecipano alla costruzione della piattaforma.

Minerva, un portale in crescita

C’è poi un elemento forse ancora più interessante: Minerva non viene presentata come un sistema rigido, destinato a imporre alle amministrazioni un modello unico né vuole essere uno strumento prescrittivo. È piuttosto un’infrastruttura abilitante, pensata per accompagnare le amministrazioni rispettandone l’autonomia organizzativa e destinata a evolvere attraverso l’utilizzo concreto, il confronto e la sperimentazione.

La vera sfida non sarà soltanto far funzionare la piattaforma, ma fare in modo che le amministrazioni imparino a utilizzarla per conoscersi meglio e, soprattutto, per progettare meglio le decisioni che influenzeranno il proprio futuro.

La grande trasformazione della PA passa anche da qui: da una stagione nella quale il personale era spesso considerato una voce da programmare a una nella quale il capitale umano diventa una risorsa strategica da conoscere, sviluppare e valorizzare.

Minerva, allora, è un nome particolarmente adatto a questo scopo. Perché la sapienza, prima ancora della tecnologia, consiste nel sapere quali domande porre. E la domanda che questa piattaforma consegna alla Pubblica amministrazione è forse la più importante: non soltanto quante persone servono, ma quali competenze servono per costruire la PA di domani capace di affrontare le sfide del futuro.

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