0%

Ministeri e Istat, ecco le esperienze di nuova comunicazione

Molto interessante l’esperienza portata all’interno della tavola rotonda “Il Gioverno alla prova social” che ha portato all’attenzione della platea di #socialpa “Il social media manager – Stati generali della nuova comunicazione pubblica” il lavoro che comunicatori e team social stanno portando avanti ogni giorno per avvicinare cittadini e istituzioni.

Roberta Maggio, coordinatrice comunicazione web di Palazzo Chigi, è partita dal racconto quotidiano del lavoro svolto come ad esempio la copertura in “live streaming degli interventi in pubblico del presidente del Consiglio, Matteo Renzi”. Un modo per accorciare le distanze che fa parte di una strategia più ampia di comunicazione sui social dove Roberta Maggio ha citato, tra le altre, la campagna sui nuovi mezzi di comunicazione legata al 25 aprile ovvero #ilcoraggiodi Un cambio di passo che ha riguardato da vicino anche il Miur come raccontato direttamente da Alessandra Migliozzi, capo ufficio stampa Ministero Università e Ricerca.  “Con la svolta social per i ministeri si rafforza il legame reciproco”, ha detto. “Per la linea editoriale il Miur ha fatti scelte grafiche importanti: semplicità e chiarezza le parole fondamentali”, ha aggiunto. E l’importanza di essere sui social per un ente pubblico è stato sottolineato anche da Caterina Perniconi, capo ufficio stampa del Ministero Politiche agricole, alimentari e forestali: “Se cittadini ignorano il funzionamento della pubblica amministrazione, è perché questa non ha saputo spiegarsi bene”, ha detto all’interno della presentazione del lavoro che viene fatto sui social del Mipaaf e che ha visto nell’Expo un banco di prova e al tempo stesso un risultato importante.

Dopo l’esperienza dei ministeri è stata la volta de “La Comunicazione statistica attraverso il web” con l’intervento di Giulia Mottura, capo servizio comunicazione Istat che ha sottolienato come le sfida della comunicazione statistica dei canali pubblici sul web è quella di distinguersi per la qualità delle informazioni. Ed è da segnalare ad esempio che su Twitter “segnaliamo agli utenti scorrette interpretazioni di dati”, ha detto.

 

Ultimi articoli

Ventisei anni dopo la Legge 150: la comunicazione pubblica deve governare gli algoritmi

E-book: gli italiani prediligono i libri cartacei

Gli italiani e il “tecnostress”: 6 su 10 non riescono più a staccare dal digitale

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content