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Multidisciplinarietà narrativa per l’ambiente: scelte, pubblici, obiettivi

La multidisciplinarietà delle competenze, degli ambienti, delle dotazioni strumentali e, dunque, delle narrazioni non è più una scelta tra le tante a disposizione ma diventa stringente necessità, per consentire ad una narrativa ambientale (finalmente) responsabile di sedimentarsi – culturalmente prima che tecnicamente – tra le pieghe dell’esistente. Realizzando un timbro che non è solo efficiente nello scopo e personalizzato nella trasmissione, ma che diventa credibile e autorevole.
È questo che è emerso, piuttosto prepotentemente, dalla seconda puntata del Triathlon Ambientale 2026, promosso dal Tavolo Ambiente e Sostenibilità di Fondazione Italia Digitale e dedicato ad una parola ancora troppo sottovalutata, negli oneri come nei potenziali onori.
A confrontarsi sono stati Luca Aterini, caporedattore di greenreport.it e Sabrina Poggi, social media Manager. Multidisciplinarietà, ancora una volta, fa rima con la complessità espressa da un ambiente di riferimento che, in qualche modo, mischia le carte, contaminando ambienti e competenze che fino a qualche tempo fa non si frequentavano e, soprattutto, non avevano voglia di conoscersi. E, nel contempo, aggregando pubblici sempre più vasti, abbandonando le aule accademiche per riversarsi nelle strade, nelle scuole, negli spazi dell’intrattenimento e del mainstream. In questo senso, la multidisciplinarietà origina da un momento di incontro preventivo in cui gli ambienti interessati iniziano a conoscersi, ascoltando reciprocamente le proprie aspettative di parte, le proprie soggettività, per imparare a riconoscersi prima ancora che a rispettarsi. Per trovare una sintesi tra le varie grammatiche di riferimento, diffusamente compresa e decodificata.
Proprio come per la competitività, anche la multidisciplinarietà necessita di una sedimentazione valoriale culturale, funzionale ad un accreditamento operativo in cui testare – e, ci viene da dire, anche stressare – le tante dotazioni, i tanti timbri a disposizione nella cornice di un racconto generale non scontato (e mai concluso) che deve essere attentamente e costantemente monitorato.
Per salvaguardare le aree potenziali e per sanare/irrobustire/eliminare quelle più critiche. Un “gioco” difficile, certamente oneroso in termini di tempi e risorse, il cui obiettivo finale, tuttavia, vale la candela, vale tutte le candele del mondo. In ballo non c’è solo il consolidamento di una narrativa più incisiva ed impattante, in grado di raccontare tutti gli angoli della materia, da quelli più in luce a quelli più in ombra; ma c’è soprattutto un metodo, meno casuale e contingente rispetto a quello oggi privilegiato, più antistorico se vogliamo. Certamente più necessario per “coprire” tutte le fasce generazionali (e con queste tutte le aspettative sfaccettate e varie) e per dare senso coerente al nostro agire. Nella cornice di una strategia di medio ampio respiro.

Rivedi la puntata:

Consigli di lettura:
Bruno Arpaia, Qualcosa, là fuori, Guanda, 2016.
Bruno Arpaia, Il mondo senza inverno, Guanda, 2026.
Don’t Look Up, regia di Adam McKay, con Leonardo Di Caprio, Jennifer Lawrence e Meryl Streep,
2021.

Dentro il Triathlon Ambientale:
Questo articolo prosegue la nuova rubrica di Digitale Popolare dedicata al Triathlon Ambientale, il
percorso di formazione promosso dal Tavolo Ambiente e Sostenibilità di Fondazione Italia Digitale.
Da questa stagione, a ogni appuntamento in diretta del venerdì (14–15) sui canali social della
Fondazione seguirà un articolo di approfondimento giornalistico, con spunti, riflessioni e parole chiave emerse dal confronto con ospiti ed esperti. Un modo per sedimentare i contenuti, ampliare il
dibattito e offrire strumenti utili a chi vuole integrare sostenibilità, innovazione e competitività nella
propria organizzazione.

Scarica l’ebook con le parole chiave della prima stagione del Triathlon Ambientale.

Di Chiara Bianchini e Stefano Martello, coordinatori del TavolAmbiente e sostenibilità di Fondazione Italia Digitale e curatori del Triathlon Ambientale

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