Raccontare le lunghe settimane di lockdown attraverso gli oggetti che ci hanno accompagnato in quello strano periodo: è l’idea alla base del Museo della Quarantena, realizzato dal Museo Diocesano Tridentino.
L’esposizione, nata sui social in versione digitale e divenuta un sito web, raccoglie fotografie di oggetti di uso quotidiano – ma anche animali, piante, luoghi e cibi – che sono stati utili, consolatori, di conforto, di compagnia o semplicemente rappresentative della quarantena.
Le fotografie sono state inviate al Museo Diocesano da tantissime persone di tutte le età, che con entusiasmo e fantasia hanno partecipato all’iniziativa, permettendo al Museo della Quarantena di prendere forma e di superare in pochi giorni le cento “opere”. Ogni immagine era accompagnata da una breve didascalia indicante autore dell’oggetto scelto, data di realizzazione dello stesso, stato di conservazione e soprattutto il motivo della scelta, ovvero il significato assunto dall’oggetto in relazione all’esperienza del lockdown. Con queste informazioni il Museo Diocesano ha compilato una scheda dell’opera, adottando per oggetti di uso comune le formule normalmente applicate alle opere d’arte.
La raccolta è varia: ci sono libri, scarpe, cappelli, puzzle, film, dipinti, animali, orologi, cavatappi, giochi, cibi, piante e fiori, abiti, attrezzi ginnici, quotidiani, computer, ma anche luoghi, immagini iconiche, preghiere, poesie. Il Museo della Quarantena è un grande contenitore narrativo, che restituisce all’osservatore un quadro unico del lockdown e del ruolo centrale che gli oggetti hanno giocato in quel periodo.
Chiunque può contribuire alla collezione del museo inviando le foto via mail a lorenzaliandru@mdtn.it, via Facebook Messanger alla pagina www.facebook.com/museodiocesanotridentino/ o tramite messaggio privato al profilo Instagram @museo_diocesano_tridentino.