0%

L’ansia da icona rossa: perché il Power Bank è diventato il nuovo “mai più senza” (e come scegliere quello giusto)

Power Bank, il nuovo must have - di Francesca Anzalone per Digitale Popolare

Non è un accessorio, è un vero e proprio “mai più senza” a detta di molti. Content Creator, pendolari, viaggiatori, tutti con power bank in zaino o in borsa, un oggetto utile e ormai, indispensabile.

Sono le 18:30. Sei sul treno del ritorno, o forse all’aperitivo che aspettavi da tutta la settimana. Tiri fuori lo smartphone per mostrare un video o rispondere a una mail urgente e lì, nell’angolo in alto a destra, appare la percentuale a disposizione: l’icona della batteria al 10%.
Fino a qualche anno fa, questo momento scatenava la caccia alla presa: occhiate furtive nei bar alla ricerca di un buco nel muro, contorsionismi dietro i divani, richieste imbarazzanti al barista. Oggi, la scena è diversa. Con la calma di chi non teme lo spegnimento del Device, infili la mano nella borsa ed estrai lui: il Power Bank.

C’è stato un tempo in cui girare con una batteria esterna era una cosa da “smanettoni”. Erano pesanti, pensati per essere utili e non stilosi. Oggi, il power bank è diventato un oggetto di costume. Un accessorio che non può mancare e che si fa notare quando c’è. A specchio, colorato, con strass, metallizzato opaco, abbinato al colore del telefono o della cover. Talvolta protagonista di conversazioni e occasione di dinamiche sociali “scusa, hai da ricaricare?”.
Siamo diventati una società “energivora”. Non telefoniamo e basta; facciamo streaming in 4K, navighiamo in 5G, teniamo il GPS attivo per trovare quel ristorante e abbiamo lo smartwatch connesso h24. Pretendere che la batteria interna del telefono regga tutto questo fino a sera è pura utopia.


Ma attenzione: se l’estetica conta, la sostanza è vitale. Perché non c’è nulla di più frustrante di un power bank bellissimo, magari abbinato alla cover, che però ricarica il telefono più lentamente di quanto si scarichi usandolo. O peggio, che venga sequestrato in aeroporto prima di una vacanza.

mAh non saprei! Ecco quindi un piccolo vademecum per la scelta

Se anche tu alla domanda quanti milliamper ti servono non sai cosa rispondere, condividerò quello che ho imparato nella mia ricerca del “regalo perfetto”. mAh sta per sta per milliampere-ora ed è l’unità di misura della capacità di una batteria. 

Sì perché l’estetica conta, ma anche l’efficacia per le tue necessità. I più utilizzati sono 3.000-5.000 mAh ideali per la singola ricarica; i 10.000-15.000 mAh per 2-3 ricariche complete e poi ci sono i 20.000 mAh per caricare più dispositivi ma più pesanti. Altro aspetto chiave la velocità di ricarica. Poi tornando alla parte estetica mixata al pratico: dimensioni e peso. 

Ultimi articoli

Bagheria ospita la III edizione di “DataPolis – Festival della Cittadinanza Digitale”: dal 24 al 26 settembre tre giorni tra dati, IA e democrazia Mercoledì 16 settembre, alle ore 11:30, la conferenza stampa di presentazione presso il Domina Zagarella Sic

Minerva, quando le risorse umane diventano strategia e valore per la PA

Dalla caffettiera all’intelligenza relazionale

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content