Che cosa hanno in comune una spesa alimentare, una visita medica e un biglietto per il cinema?
Sono bisogni diversi, ma possono entrare nello stesso circuito: quello di una solidarietà che utilizza la tecnologia per mettere in relazione risorse e persone. È questo il modello sviluppato da Fondazione Lab00, ente del Terzo Settore che ha scelto la tecnologia come infrastruttura abilitante per mettere in rete persone, aziende e organizzazioni non profit e trasformare le donazioni in aiuti concreti e misurabili.
La Fondazione coordina tre progetti: SpesaSospesa.org, TempoSospeso.org e SorrisoSospeso.org. Tre ambiti diversi – alimentazione, salute e cultura – accomunati da una stessa idea: ognuno può fare la propria parte.
I numeri raccontano già una parte di questa storia: oltre 3.000 tonnellate di beni di prima necessità recuperati, più di 5,5 milioni di pasti equivalenti e oltre 3.400 tonnellate di CO₂ evitata attraverso SpesaSospesa.org. E poi 8.752 visite ed esami specialistici donati, per 357.940 minuti di cura, attraverso TempoSospeso.org.
La tecnologia, in questo modello, non è il fine. È l’infrastruttura che permette alla solidarietà di circolare.
Dalla spesa alla cura, fino al sorriso
Il primo progetto, SpesaSospesa.org recupera prodotti alimentari e beni di prima necessità a rischio spreco e li destina alle famiglie in situazione di fragilità economica attraverso una rete di enti non profit fra cui Banco Alimentare, Caritas, Croce Rossa Italiana e Terre des Hommes.
Qui la tecnologia diventa uno strumento di trasparenza: la piattaforma Regusto, basata su blockchain, permette di tracciare le donazioni e i fondi destinati all’acquisto di beni, misurando anche l’impatto ambientale del recupero, a partire dalla CO₂ evitata.
È un passaggio importante: ciò che rischia di diventare spreco può trasformarsi in valore sociale e ambientale.
Un modello particolarmente significativo alla vigilia della 7° Giornata internazionale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, che le Nazioni Unite celebrano il 29 settembre e che richiama l’attenzione sulla necessità di ridurre le perdite lungo la filiera e promuovere sistemi alimentari più virtuosi e sostenibili.
Con TempoSospeso.org, invece, a essere donato è il tempo. Il progetto rende accessibili visite mediche specialistiche e servizi diagnostici a donne e bambini in condizioni di fragilità economica e sociale. L’infrastruttura digitale della piattaforma consente di gestire e tracciare le donazioni e di tradurne l’impatto in una misura semplice e immediata: i minuti di cura donati.
Infine il terzo progetto SorrisoSospeso.org applica lo stesso meccanismo al mondo della cultura e della socialità. Cinema, teatro, musei, attività educative ed esperienze ricreative vengono rese accessibili a bambini e adolescenti in situazione di fragilità, per favorire benessere, relazione e inclusione.
Tre progetti, dunque, tre forme diverse di bisogno e di dono, ma un’unica infrastruttura capace di mettere in relazione persone, organizzazioni e risorse. Il progetto pilota è oggi attivo a Milano e Roma.
La solidarietà delle competenze
C’è però una storia nella storia.
La piattaforma cloud che regge Tempo Sospeso e Sorriso Sospeso sono sviluppati su tecnologia Salesforce grazie ad un programma di volontariato di competenze: professionisti e consulenti hanno messo a disposizione gratuitamente il proprio know-how per contribuire alla costruzione dell’infrastruttura digitale della Fondazione.
Prima ancora di essere uno strumento di welfare collaborativo, quindi, la piattaforma è stata il risultato di una forma di solidarietà fatta di persone e competenze.
È forse questo l’aspetto più interessante del modello: non si dona soltanto ciò che si possiede, ma anche ciò che si sa fare.
Un medico può mettere a disposizione il proprio tempo, un’azienda può recuperare prodotti destinati allo spreco, un professionista può offrire le proprie competenze, un cinema o un museo un’esperienza, fino al cittadino che può contribuire con una donazione.
La tecnologia mette in connessione queste disponibilità e le trasforma in un sistema capace di generare impatto.
Dal gesto individuale all’impatto misurabile
Blockchain, cloud e dati, in questo modello, non sono il fine. Sono gli strumenti che permettono alla solidarietà di essere più trasparente, tracciabile e misurabile.
Una donazione può diventare una spesa, una visita o un’esperienza. E il suo valore può essere raccontato attraverso risultati concreti: beni recuperati, CO₂ evitata, minuti di cura donati, esperienze culturali fruite.
È qui che il digitale incontra il sociale: non per sostituire la relazione umana, ma per renderla più semplice da costruire, più trasparente da seguire e più concreta da misurare.
Tre progetti, tre forme di dono, una stessa infrastruttura. E un’idea di welfare collaborativo in cui ciascuno può mettere in circolo ciò che ha: un bene, del tempo, una competenza, un’esperienza o una donazione.
È così che la tecnologia può diventare solidarietà: non sostituendo il gesto umano, ma moltiplicandone la capacità di arrivare dove serve e trasformando ciò che siamo disposti a condividere in impatto concreto e misurabile.