0%

Certo, se state leggendo queste righe sapete molto bene che i social aiutano. Comunicano. Svagano. Segnalano. Indicano. Suggeriscono. Ma quando si parla di aprire le finestre dei network multicasting (da tutti a tutti, secondo il principio della rete) a chi è abituato storicamente a comunicare in modo prevalentemente broadcasting (da uno a tutti, secondo il principio dei vecchi mezzi di comunicazione di massa) bisogna rimettersi in gioco. Qui nascono i dubbi e le incertezze per quel particolare tipo di aziende che erogano, cioè sfornano ogni giorno, servizi pubblici locali. Quelli che permettono di migliore la propria vita nel proprio territorio. E chi ogni giorno deve ripetere coattivamente gran parte delle proprie azioni per garantire servizi a rilevanza economica come il servizio idrico, quello di igiene ambientale, il gas, il trasporto pubblico su gomma e altri servizi come le farmacie comunali, l’edilizia pubblica, la cultura, gli istituti di assistenza alla persona, le aziende sanitarie e ospedaliere, se è chiamato a rispondere puntualmente a quanto raccontato da cittadini, utenti e clienti attraverso i moderni strumenti di comunicazione a rete dovrà per forza ridisegnare i propri processi gestionali, cambiando abitudini consolidate per dare risposte più precise e tempestive. Però le percezioni ed i giudizi ci sono già, ogni giorno: perché quindi aver paura se trasmessi per altre (auto)strade?

Il processo è avviato e non torna indietro: anzi, con il tempo probabilmente assisteremo ad un minor utilizzo dei social network per usi strettamente personali mentre si incrementerà l’utilizzo “di servizio” per segnalare e attendersi risposte precise da quei soggetti incaricati di assicurare prestazioni: economiche, sociali, culturali. Quindi anche da parte di chi svolge quei servizi indispensabili, spesso in regime di monopolio, giornalmente garantiti sotto casa o dentro casa. Ecco perciò che questo leggero ritardo delle aziende di pubblico servizio dovrà essere presto colmato. E’ inevitabile. Ma la chiarezza non è a senso unico: l’impegno ed il miglioramento per rispondere con i fatti alla attese dei cittadini coinvolgerà un numero sempre maggiore di essi a comportamenti altrettanto corretti e attesi. Un vero patto: io utente seguo le indicazioni, mi adopero per collaborare al meglio, ma mi aspetto il miglior servizio al minor costo. E ogni tanto voglio dirti cosa ne penso!!

Allora, per prima cosa, proprio per togliere quel “poco” dal titolo di questa rubrica di Cittadini di Twitter, inizieremo un viaggio “dentro” quelle aziende, cercando di capire cosa ne pensano e cosa stanno facendo, se l’approccio si sta trasformando da dubbio a risorsa, verificando anche chi tra loro è più avanti degli altri e può già indicare la strada. Perché, come sempre, non si tratta di inventare nulla, ma solo di migliorare quello che  – a volte inaspettatamente – altrove già c’è.

Ultimi articoli

Claude, il “nuovo assunto” nelle aziende che sostituisce decine di persone

Riprende Onda Positiva per la 3a stagione, il podcast sull’informazione costruttiva

Città a specchio: come i Digital Twin e l’IA salvano le metropoli dalle emergenze

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content