La carenza di personale infermieristico nel Servizio sanitario del Friuli Venezia Giulia spinge la Regione a investire su formazione e comunicazione in modo congiunto. Per il triennio 2025-2027 sono stati stanziati 9 milioni di euro per incentivare l’iscrizione ai corsi di laurea in Infermieristica delle Università di Trieste e Udine, con un premio annuo di 3.300 euro lordi per studentesse e studenti in possesso dei requisiti previsti dal bando.
L’intervento non è solo economico. La Regione lega infatti il sostegno agli studi a un impegno concreto verso il sistema sanitario pubblico: partecipazione alle selezioni per infermieri nei tre anni successivi alla laurea e, in caso di assunzione, permanenza nel Servizio sanitario regionale per almeno cinque anni. Si tratta di una misura che prova a rispondere a un problema strutturale con una strategia di medio periodo, puntando a trattenere professionisti formati sul territorio.
Una campagna che parla ai giovani
Per accompagnare il bando, l’Amministrazione regionale ha lanciato la campagna di comunicazione “Io scelgo te”, ideata e realizzata internamente dall’Ufficio stampa e comunicazione della Regione, con l’unica eccezione dello shooting fotografico. L’obiettivo è raggiungere soprattutto gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado, cioè il bacino più delicato per orientare una scelta universitaria.
La campagna abbandona il tono istituzionale tradizionale e punta su un registro narrativo più coinvolgente. Il claim “Io scelgo te” gioca su una doppia lettura: scelta personale, legata all’autorealizzazione, e scelta collettiva, legata al valore sociale del lavoro infermieristico. È una formula semplice, ma pensata per attivare identificazione invece che semplice informazione.
Il valore del visual
L’idea visiva della campagna si fonda sul mirror storytelling: non dire ai ragazzi “diventate infermieri”, ma portarli a immaginarsi già in quel ruolo. È una scelta che aumenta l’engagement cognitivo e sposta il messaggio da una call to action diretta a una proiezione identitaria più efficace sul piano comunicativo.
Anche l’autenticità del progetto è stata curata con attenzione. Lo shooting è stato realizzato in due strutture ospedaliere regionali, a Udine e Pordenone, con quattro soggetti e nel rispetto della parità di genere. Inoltre, i modelli scelti provengono dal territorio, così da rafforzare la credibilità della campagna e il suo legame con il contesto locale.

L’AI nella produzione video
La vera novità del progetto riguarda però lo spot video, realizzato per la prima volta dall’Amministrazione regionale attraverso un workflow integrato basato sull’intelligenza artificiale generativa. In questa fase sono stati impiegati diversi strumenti per la costruzione dei personaggi, delle ambientazioni, dell’animazione, del montaggio, del compositing e del voice over.
Il risultato è un processo produttivo più rapido, più flessibile e meno costoso rispetto a una produzione tradizionale. L’uso dell’AI ha permesso di sperimentare soluzioni visive e narrative in tempi ridotti, senza rinunciare alla qualità finale. Al contrario, la tecnologia è stata usata per ampliare le possibilità creative, non per semplificare il messaggio.
Tecnologia e identità
Il punto più interessante del progetto è la capacità di tenere insieme innovazione e radicamento territoriale. Le immagini sintetiche sono state integrate con riprese reali di Trieste e con materiali del Centro Produzioni Televisive dell’Ufficio stampa regionale, mentre il lavoro sul sonoro ha rafforzato il riconoscimento dei diversi contesti urbani rappresentati.
Questa combinazione mostra una direzione precisa per la comunicazione pubblica: usare l’intelligenza artificiale non come effetto speciale, ma come strumento operativo al servizio di obiettivi concreti. Nel caso del Friuli Venezia Giulia, la sfida è doppia: promuovere una professione essenziale per il sistema sanitario e dimostrare che anche la pubblica amministrazione può innovare linguaggi, processi e formati senza perdere autorevolezza.
Un modello replicabile
Il progetto “Io scelgo te” segnala una possibile evoluzione della comunicazione istituzionale italiana. La leva economica da sola non basta a orientare le scelte dei giovani, serve una narrazione capace di rendere desiderabile, credibile e socialmente utile un percorso di studi e di lavoro. In questo senso, la Regione Friuli Venezia Giulia prova a parlare il linguaggio del pubblico giovane senza abbassare il livello istituzionale del messaggio.
Il messaggio finale è chiaro: investire sugli infermieri significa investire sulla tenuta del sistema sanitario, ma anche sulla capacità della pubblica amministrazione di comunicare in modo più contemporaneo. E l’uso dell’intelligenza artificiale, se ben governato, può diventare uno degli strumenti più interessanti per questo cambiamento.
Una risposta