Nel 2025 +42% di attacchi informatici e sanità tra i settori più colpiti: esperti chiedono più sicurezza e investimenti in AI
Gli attacchi informatici alla sanità italiana sono in forte aumento e rendono sempre più urgente un approccio integrato tra cybersecurity e intelligenza artificiale. È quanto emerso durante la conferenza nazionale “AI & Cybersecurity in Sanità”, che si è svolta a Roma riunendo esperti, istituzioni e rappresentanti del settore.
Secondo i dati presentati, tra il 2021 e il 2025 sono stati registrati 1.432 incidenti cyber gravi in Italia, con un picco proprio nel 2025: 507 casi, pari al 35% del totale. L’incremento rispetto all’anno precedente è del +42%, in linea con la crescita globale del fenomeno. L’Italia rappresenta inoltre il 9,6% degli attacchi a livello mondiale, confermandosi tra i Paesi più esposti.
Particolarmente colpito il settore sanitario, che nel 2025 concentra il 10,6% delle vittime, con un aumento del 19% rispetto al 2024. Parallelamente cresce anche la gravità degli attacchi, con danni medi in aumento del 9%. Accanto alla minaccia cyber, emerge però anche il ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale. Una survey nazionale evidenzia che il 77% dei professionisti sanitari utilizza già strumenti di IA nella pratica clinica, mentre oltre il 75% prevede un impatto radicale nei prossimi cinque anni. Le principali applicazioni riguardano terapie personalizzate, gestione dei farmaci e analisi avanzata dei dati.
Non mancano le criticità: complessità tecnologica, carenza di competenze digitali e difficoltà di integrazione restano ostacoli significativi. Per gli esperti, è quindi fondamentale accompagnare l’innovazione con adeguate strategie di sicurezza e formazione.
“L’innovazione in sanità è una sfida anche etica”, ha sottolineato Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni Digital, evidenziando la necessità di un sistema più efficiente e centrato sul paziente. Sulla stessa linea Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, che ha ribadito come IA e protezione dei dati siano pilastri della sanità del futuro. Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: senza un rafforzamento immediato delle misure di sicurezza e una visione strategica condivisa, il sistema sanitario rischia di esporsi a danni sempre più gravi e difficili da recuperare.