L’utilizzo dei social per il servizio pubblico è aumentato negli ultimi anni e ha prodotto ottimi risultati in termini di sevizi agli utenti. Molto bene vanno le pubbliche amministrazioni, in particolare i Comuni, nei quali, secondo la ricerca condotta da Ladest (Laboratorio dati economici, storici, territoriali) dell’Università di Siena, l’utilizzo di Twitter cresce sensibilmente e a ritmo mensile. Ora è arrivato il momento anche per le aziende di servizio pubblico di “fare i social” e farli bene. Il lavoro del social media manager deve diventare una priorità e non un compito da delegare a impiegati impreparati o a stagisti abbandonati a se stessi.
È da questa consapevolezza che è nato il corso di formazione Social Revolution, la cui presentazione si è svolta venerdì scorso a Firenze. Il corso, organizzato dell’agenzia TiForma, è realizzato in collaborazione con Open Comunicazione e Cittadini di Twitter e punta ad aiutare le aziende del settore pubblico che vogliono sbarcare sui social, migliorare e ampliare la propria offerta, ma anche risolvere le problematiche sulle quali è facile inciampare quando si apre al rapporto diretto con il pubblico. Una risposta concreta quindi per chi parte dall’ABC social ma anche per coloro che necessitano di arricchire il proprio bagaglio e confrontarsi con esperti. Come hanno spiegato i digital coach, tutti social media manager del settore pubblico, ”L’obiettivo è quello di imparare a gestire gli account con un piano editoriale e una strategia di comunicazione. Questa l’unica chiave di volta per creare un rapporto bidirezionale con il pubblico e rendere gli account molto più che una vetrina informativa.” Per questo è necessario conoscere a fondo i mezzi a disposizione: sceglierei contenuti e i social più adatti al settore di interesse, redigere una policy, saper gestire il rapporto con l’utenza.
Il corso partirà il 12 dicembre nei locali di TiForma a Firenze e sarà composto da 4 moduli tematici, acquistabili separatamente: “Facebook e Google+”, “Twitter, il microblogging che informa gli utenti”, “Instagram, Flickr, Youtube, l’uso di foto e video per comunicare” e “La nuova comunicazione in azienda, perché non più aspettare”. La rivoluzione è già in atto, l’utenza richiede e pretende un contatto diretto e meno formale, soprattutto se si tratta di servizi pubblici. A questi ultimi il compito di non farsi trovare impreparati di fronte alla nuova dinamica comunicativa.