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Sostenerla con un “tap”: a Genova la cultura diventa cashless

tap to tip genova

Il turismo culturale sta cambiando pelle a Genova e la parola d’ordine del futuro è “fluido“. Immaginate di camminare tra le meraviglie artistiche di un museo, rimanerne affascinati e voler contribuire alla loro tutela nello stesso identico modo in cui pagate un caffè o un biglietto della metropolitana: con un semplice tocco dello smartphone o della carta di credito. Non è uno scenario futuristico, ma la realtà che sta prendendo il via nel capoluogo ligure.

All’interno di Palazzo Rosso, uno dei poli dei storici Musei di Strada Nuova, ha fatto il suo debutto ufficiale il primo totem museale per le donazioni digitali e contactless della rete civica.

Un’iniziativa che si inserisce in un trend globale sempre più solido: l’adozione di strumenti digitali da parte di musei e istituzioni culturali per innovare la raccolta fondi, il cosiddetto fundraising, e connettersi con un pubblico abituato a muoversi senza contanti.

Tecnologia “Tap-to-Tip”: come funziona a Genova

La sperimentazione si basa su dispositivi fisico-digitali denominati Tap-to-Tip for Culture & Tourism, sviluppati dalla start-up innovativa TackPay. L’obiettivo è eliminare qualsiasi barriera tra il visitatore e l’atto della donazione.

Per effettuare un’erogazione liberale volontaria a favore dei musei civici genovesi non serve più compilare moduli complessi o cercare monetine. Il sistema integra QR Code, tecnologia NFC e totem contactless. L’esperienza è pensata per essere immediata e “smart“, in linea con le abitudini dei viaggiatori moderni, sia italiani che internazionali: basta un clic o un avvicinamento del dispositivo per completare una transazione sicura e tracciabile, senza l’obbligo di registrarsi a una piattaforma o scaricare l’ennesima applicazione sul telefono. I fondi raccolti andranno a sostenere direttamente le collezioni dei Musei Civici.

La spinta europea emulata

Dietro al debutto di questa tecnologia c’è un lavoro di squadra che unisce istituzioni locali, programmi europei e il mondo delle imprese.

L’installazione è nata infatti all’interno del progetto europeo MetaDest, un piano d’azione finanziato dal programma Interreg Italia–Francia Marittimo.

Il progetto vede come capofila la Fondazione per l’Innovazione e lo Sviluppo Imprenditoriale di Pisa e, per la declinazione sul territorio ligure, la partecipazione di FILSE, Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico, che ha operato in stretta sinergia con il Comune di Genova.

L’iniziativa non è un caso isolato, ma si inserisce in una rete di cooperazione transfrontaliera molto fitta. La Liguria riveste un ruolo centrale nel programma Interreg Italia–Francia Marittimo: dei 79 progetti finanziati complessivamente dal programma, 71 vedono il coinvolgimento di partner liguri, muovendo oltre 32 milioni di euro destinati al territorio.

Progetti come MetaDest agiscono come leve economiche concrete: l’obiettivo è farne strumenti capaci di attivare investimenti, rafforzare il tessuto delle micro, piccole e medie imprese e rendere l’intero comparto turistico e territoriale più competitivo, solido e orientato alla sostenibilità.

Verso un turismo consapevole

L’introduzione del totem a Palazzo Rosso punta a trasformare il visitatore da spettatore passivo a soggetto attivo e consapevole della cura della città. Abbracciando la transizione digitale, il patrimonio storico e artistico si apre alle opportunità del futuro, testando nuovi strumenti per migliorare l’esperienza turistica e declinare sul campo i concetti di turismo smart e d’avanguardia. Che possa essere un’idea emulata da Comuni e Musei civici che spesso soffrono per bilanci asfittici e sono costretti a veicolare fondi su servizi più urgenti rispetto alla “Cultura”?

Digitale popolare ha scritto di Genova anche qui: Il Comune di Genova è il primo in Italia a usare app IO per gli oggetti smarriti – Digitale Popolare

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