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StomyCraft il videogioco inclusivo che educa alla cura 

StomyCraft videogioco per una sanità digitale inclusiva.

Le tecnologie digitali stanno ridefinendo in profondità il concetto di sanità, non solo in termini di efficienza dei servizi, ma soprattutto nella qualità del rapporto con i pazienti. App, giochi educativi e piattaforme interattive stanno configurando nuove direzioni nella comunicazione medico-paziente, rendendo comprensibili anche le condizioni cliniche più complesse e favorendo un approccio alla cura più consapevole, partecipato e soprattutto più umano.

In questo scenario, nasce StomyCraft un videogioco innovativo ed inclusivo, ideato e realizzato da FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati) per aiutare e migliorare la vita dei bambini e delle loro famiglie. 

Nella sanità moderna si integrano competenze multidisciplinari – medici, psicologi, educatori, sviluppatori, comunicatori – per costruire esperienze capaci di parlare anche il linguaggio dei pazienti più piccoli, facilitare l’aderenza terapeutica che trasformano il luogo di cura, l’ospedale, da un luogo di spaesamento e di paura in uno spazio accogliente, di apprendimento, di cura, di relazione orientata alla trasparenza e alla fiducia.

Attraverso l’universo grafico e narrativo di Minecraft, StomyCraft accompagna i bambini affetti da stomia e le loro famiglie in un percorso di familiarizzazione con le procedure mediche e la gestione quotidiana della loro delicata condizione.

Da qualche giorno StomyCraft è diventata realtà all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer IRCCS di Firenze che ha inserito la console di gioco all’interno delle proprie iniziative di play therapy e supporto psicologico nei punti di accoglienza e nelle sale d’attesa. Attraverso uno specifico pacchetto di risorse sviluppato per Minecraft, i bambini possono vivere situazioni simulate che riproducono ambienti e momenti reali del percorso sanitario.

L’obiettivo del gioco è semplice: aiutare i piccoli pazienti a conoscere e affrontare visite e controlli in modo ludico ed educarli verso una sana e corretta alimentazione riducendo l’ansia e favorendo una maggiore consapevolezza.

Ma il valore del progetto va oltre la semplice evasione perchè entra in gioco la gamification come strumento educativo per l’apprendimento e il confronto. Il gioco diventa uno spazio sicuro dove sperimentare, sbagliare, comprendere e soprattutto imparare a gestire al meglio la propria condizione grazie all’uso di un linguaggio universale che consente di tradurre concetti clinici complessi in esperienze concrete e accessibili.

Per un bambino affetto da stomia l’ambiente virtuale diventa un luogo di normalizzazione e potenziamento. Nel mondo reale può sentirsi fragile; nel mondo digitale può diventare costruttore, esploratore, protagonista sino a diventare un piccolo eroe.

I bambini con stomia nel mondo reale rischiano di essere isolati, di sentirsi invisibili, a volte diversi dagli altri perchè guardati dai coetanei con un misto di curiosità e sospetto. 

Il valore dell’inclusione e del riconoscimento sociale

StomyCraft ribalta questa prospettiva. Attraverso il gioco, la diversità non è un limite ma un punto di forza. Tutti i personaggi hanno abilità differenti, tutti cooperano per costruire, superare ostacoli, raggiungere obiettivi. Il multiplayer rafforza ulteriormente questa dimensione, permettendo di vivere esperienze condivise, di collaborare, di sentirsi parte di una squadra. 

Ciò che nella realtà può essere vissuto come disagio o impedimento, nel contesto virtuale si annulla fino a trasformarsi in risorsa. La stomia non definisce l’identità del bambino: è una delle tante caratteristiche con cui imparare a convivere, senza che questo limiti la possibilità di continuare giocare, relazionarsi, crescere.

Il gioco come spazio condiviso per crescere insieme

Un altro elemento cruciale è la relazione con il caregiver. La gestione di una stomia in età pediatrica coinvolge profondamente i familiari, che diventano parte attiva del percorso di cura. Tuttavia, il carico emotivo può essere significativo.

StomyCraft introduce un terreno neutro e positivo in cui bambino e caregiver possono incontrarsi. Il gioco diventa uno spazio di dialogo implicito, di complicità, di apprendimento reciproco. Attraverso le dinamiche ludiche, si possono affrontare tematiche sanitarie complesse senza che il peso della malattia domini la scena.

In questo modo, il gioco diventa un ponte tra tecnologie e persone e un facilitatore per le emozioni e le relazioni.

Un approccio multidisciplinare alla cura

Il valore di StomyCraft risiede anche nel suo impianto progettuale. È il risultato di un approccio multidisciplinare che integra competenze cliniche, psicologiche, educative e tecnologiche. La cura non viene ridotta alla dimensione tecnica della procedura medica, ma viene considerata nella sua interezza.

L’installazione fisica della console negli spazi ospedalieri rappresenta un segnale forte: il digitale non è un elemento esterno, ma parte integrante del percorso assistenziale. 

Nicola Caione, Project Manager dell’iniziativa presso FAIS, dice «StomyCraft nasce dall’ascolto diretto delle famiglie e dei bambini. Abbiamo scelto di parlare il loro linguaggio, quello del gioco, per trasformare una condizione complessa in un’esperienza comprensibile e condivisa. La tecnologia, quando è guidata dall’empatia e dall’etica della cura, non sostituisce la relazione umana: la rafforza. Il nostro obiettivo è semplice ma ambizioso: aiutare ogni bambino a sentirsi protagonista della propria storia, non definito dalla stomia ma capace di costruire il proprio futuro, anche partendo da un videogioco».

In conclusione, StomyCraft ci ricorda che la vera rivoluzione non è soltanto tecnologica: è comunicazione e relazione. Ed è proprio lì, in quel prezioso spazio che si costruisce la sanità del futuro. 

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