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Terremoto 2009, e dopo? Tutto su fondi e interventi in Open Data Ricostruzione

Terremoto è una delle parole usate e sentite più di frequente, negli ultimi mesi, dai media, dalla politica e dalla gente comune.

Il pensiero va istintivamente ai sismi più recenti, le scosse che da agosto 2016 a oggi fanno tremare l’Italia centrale, ma non si sono spente le luci sul terremoto che nell’aprile del 2009 sconvolse l’Aquila e decine di comuni nei dintorni, 309 le vittime e oltre 1600 i feriti.

Luci accese ancora di più adesso, con il lancio, a dicembre scorso, del portale Open Data Ricostruzione, presentato in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico del Gran Sasso Science Institute (Gssi), promotore e realizzatore del sito insieme alla Struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei ministri per il coordinamento dei processi di ricostruzione nei territori colpiti dal sisma del 2009, e altri partner tra i quali il comune dell’Aquila.

Si tratta prima di tutto di uno strumento di trasparenza, come si autodefinisce il nuovo portale, per garantire a tutti – cittadini, amministratori, giornalisti, studiosi, tecnici, semplici interessati – l’accesso e la fruizione di tutti i dati, documenti e informazioni sull’attività pubblica legata al post terremoto, favorendo il controllo sull’impiego delle risorse e la partecipazione informata al dibattito sulle politiche di intervento.

I dati presenti nel portale infatti, riguardano gli interventi per l’emergenza e la ricostruzione, pubblica e privata, e i fondi stanziati ed erogati, anche per favorire lo sviluppo economico, nelle aree colpite nel 2009: l’Aquila e gli altri comuni del cratere del terremoto, in tutto 57, e gli altri 121 comuni fuori dal cratere ma che hanno subito danni legati al sisma.

I dati

Si tratta di informazioni già presenti nei siti delle istituzioni che le hanno prodotte o le detengono, citate come fonti. La novità sta nel fatto che il portale raccoglie questi dati grezzi, li cataloga e rielabora, rendendone più facile la comprensione e l’uso: sono scaricabili in formato aperto .csv; riutilizzabili con licenza CC BY 3.0 IT.

Un primo macro dato in evidenza sulla home page, ad esempio, è il totale dei fondi erogati a oggi: 1.991.728.810 euro per l’emergenza post-terremoto; 4.739.418.440 euro per la ricostruzione pubblica (interventi su beni di proprietà di enti pubblici, dallo Stato all’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale) e per quella privata (interventi su beni appartenenti a privati), a fronte degli 1.638.943.413 richiesti e dei 7.726.949.323 finanziati.

Dai grafici risulta che la maggior parte dei fondi per la ricostruzione sono andati finora a quella privata, mentre a livello territoriale si concentrano soprattutto all’Aquila. Open Data Ricostruzione monitora anche gli interventi, quelli programmati, quelli ancora in corso e quelli completati, anche per quanto riguarda il progetto C.A.S.E..

I dati si riferiscono alla gestione commissariale e a quella degli uffici speciali: quelli per la ricostruzione del comune dell’Aquila (Usra) e quelli per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc). Entrambi gli organismi hanno collaborato con il Gssi, insieme al comune dell’Aquila, all’integrazione delle diverse banche dati e al loro aggiornamento. Una miniera di informazioni resa disponibile anche grazie al contributo di ActionAid Italia.

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