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WhatsApp e le nuove tecnologie contribuiscono alla riqualificazione del quartiere aretino di Saione

Il quartiere aretino di Saione ricomincia dai suoi negozi. Perché riportare la vita nei fondi sfitti significa anche illuminare le strade, presidiare il territorio, dare ai cittadini un maggiore senso di sicurezza. Ne sono convinte la Regione Toscana e la Confcommercio di Arezzo che, con il progetto di riqualificazione urbana Wake up, vogliono imprimere una svolta decisiva al futuro della zona.

Due sono le linee di intervento previste dal progetto: da un lato la cosiddetta rigenerazione urbana con strumenti mirati a facilitare la riapertura di fondi commerciali sfitti, ma anche microinterventi di riqualificazione per il miglioramento del decoro urbano; dall’altro il rafforzamento della percezione di sicurezza attraverso la costruzione di una rete solidale fra commercianti e cittadini e l’uso di social, nuove tecnologie e WhatsApp per il controllo di vicinato passivo e una migliore comunicazione con le Forze dell’ordine.

Wake up  – sottolinea l’assessore Bugli – risponde alle due linee di intervento della Regione Toscana in tema di sicurezza: rigenerazione degli spazi e partecipazione dal bassoÈ la via che ha già portato, dalla fine del 2016, ai progetti pilota di Firenze, Pisa, Prato, Livorno, Lucca e Montecatini e al centro del confronto tra amministratori locali e regionali, prefetti, rappresentanti delle Forze dell’ordine ma anche cittadini e associazioni, categorie economiche e ordini professionali, esperti dell’Irpet, del Sant’Anna, del Cnr e dell’Università di Firenze. Il progetto aretino è quindi in linea con altre esperienze riuscite. Per questo abbiamo deciso di accogliere la proposta di Confcommercio e nei prossimi giorni coinvolgeremo certamente l’Amministrazione comunale di Arezzo, la prefettura e chi ha un ruolo rispetto a questi temi“.

Il primo step operativo di Wake up sarà la mappatura dei fondi commerciali sfitti di via Vittorio Veneto e via Arno e l’apertura di una convenzione con i proprietari, affinché li mettano a disposizione gratuitamente in via sperimentale per tre mesi. Una convenzione in cui sarà fondamentale la collaborazione con gli enti locali, che potrebbero facilitare le cose prevedendo sgravi fiscali per i tre mesi di affitto a costo zero. Contemporaneamente, si aprirà un bando di idee per selezionare attività commerciali, artigianali, imprese e start-up che si propongano per occupare gli spazi nell’arco del trimestre. Ovviamente la selezione avverrà in base alla qualità ed originalità dei prodotti o dei servizi offerti, oltre che in base alla possibilità di insediarsi stabilmente negli spazi riaperti una volta terminata la sperimentazione. Saranno poi coinvolti tutti gli esercenti già presenti nell’area, con una serie di iniziative mirate a migliorare decoro e arredo urbano.

Il progetto punta a rendere i commercianti soggetti attivi nella costruzione di una “sicurezza partecipata”, in collaborazione con le forze dell’ordine e con i cittadini, per proporsi come vere e proprie “antenne” degli ambienti urbani dove quotidianamente vivono e lavorano. Sarà quindi rafforzata la rete già esistente del “controllo di vicinato”, che funziona tramite WhatsApp ed è nata due anni fa per informare tempestivamente le autorità di pubblica sicurezza su eventuali episodi criminosi o anomali che dovessero verificarsi nell’area, per facilitare le attività di prevenzione, controllo e investigazione.

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