“Raccontare il dietro le quinte dei musei, i depositi e presentare le persone che ci lavorano per divertirsi e diffondere cultura nel web”, queste le intenzioni del gruppo di Community Managers che in Francia nel 2014 ha immaginato di ideare la MuseumWeek su Twitter.
Sono 311 i musei, gallerie d’arte e istituzioni culturali italiane che hanno aderito alla terza edizione della #MuseumWeek. Il 20% in più rispetto all’edizione 2015.
Tre i musei Italiani nella top 5 dei musei al mondo più attivi.
Sei hashtag tematici per un totale di 150.000 tweet e 520.000 retweet (edizione 2016). Una diffusione spasmodica a colpi di tweet di contenuti culturali, retroscena e foto dei depositi, curiosità e aneddoti, il tutto per incuriosire il pubblico e “ingaggiarlo”.
A pochi giorni dal suo decimo compleanno Twitter si è così dato una nuova spinta facendo parlare di sé ma soprattutto di cultura e patrimonio culturale. I musei più esperti e innovativi si sono messi in mostra presentando le loro attività, dalle esperienze della didattica museale per bambini alla presentazione di progetti di condivisone artistica e culturale.
Sono emersi soprattutto quei musei che hanno voglia di creare, ideare e essere sociali ovvero i musei più piccoli. Questi usano la loro presenza sui social media per farsi conoscere al grande pubblico che potenzialmente li potrebbe frequentare/visitare, ma anche per fare rete con altri musei e scambiare esperienze.
Producendo migliaia di contenuti, i piccoli musei sono arrivati a competere e superare i social media team dei più grandi musei del mondo (British Museum e Louvre).
Resta da capire però quale sia il reale feedback che Twitter porta al museo in termini di posizionamento sul mercato e di fruizione (il sistema museale italiano ancora prende poco in considerazione la comunicazione social e non la ritiene strategica per l’audience engagement dei musei). Ha senso usare Twitter? Sappiamo per certo che è uno strumento di comunicazione in tempo reale che oggi integra anche la diretta video (Periscope). A mio avviso torna ad essere fondamentale la scelta consapevole degli strumenti di comunicazione, che però devono essere scelti in termini strategici, a seconda delle esigenze.
Facendo rete su Twitter durante MuseumWeek, si può passare poi a promuovere le attività, far conoscere le collezioni, interagire con le persone che ci lavorano e aumentare anche il numero di followers con i quali restare in contatto e fidelizzarli.
