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Rischio idraulico, la collaborazione con i cittadini passa dallo smartphone

Cittadini informati e preparati, dotati di strumentazioni hi-tech saranno in grado di affrontare meglio i crescenti rischi derivanti da fenomeni metereologici estremi e di fornire utili informazioni, necessarie per assumere le decisioni più corrette. E’ la teoria della Citizen Science applicata al rischio idrogeologico: aumentare la “resilienza”, cioè la capacità di reazione e adattamento delle popolazioni per salvare vite umane e ridurre i danni economici. Questo il filo conduttore della Conferenza Internazionale che per tre giorni vedrà Venezia capitale mondiale della gestione del rischio idraulico. Oltre 75 interventi scientifici da parte dei massimi esperti in arrivo da tutto il mondo da domani al 9 giugno, quando si svolgerà Citizen Observatories for Water Management (Palazzo Labia, Campo San Geremia, Cannaregio), organizzata dall’Autorità di Bacino dei Fiumi dell’Alto Adriatico, sotto l’alto patrocinio della Commissione Europea, del Ministero per l’Ambiente e della Protezione Civile Nazionale. La conferenza COWM2016 esaminerà il ruolo e le opportunità di partecipazione attiva dei cittadini nel monitoraggio e nelle politiche ambientali, un coinvolgimento che passa attraverso l’uso delle più moderne tecnologie. Attraverso App installate sui propri telefoni una rete di cittadini attivi trasmetterà dati in tempo reale per il monitoraggio delle reti idrauliche e riceverà istruzioni di protezione civile.

“I Citizen Observatories sono stati inseriti quali misure di piano per la mitigazione del rischio idraulico nella salvaguardia delle risorse idriche – afferma Francesco Baruffi, direttore dell’Autorità di Bacino Alto Adriatico – La nostra Autorità è stata la prima in Italia a recepire questa indicazione e a prevederli. Il coinvolgimento di cittadini attivi, attraverso le nuove tecnologie, consentirà di contenere i danni per eventi alluvionali che saranno sempre più numerosi. Preparare le popolazioni ad affrontarli rappresenta oggi uno dei nostri obiettivi strategici”. “La prima sperimentazione è avvenuta a Vicenza – spiega Michele Ferri, dell’Autorità di Bacino Alto Adriatico – coinvolgendo oltre 130 volontari e 50 tecnici di Protezione Civile e sarà messa alla prova attraverso una esercitazione che si svolgerà venerdì 10 giugno. Opportunamente formati, i nostri cittadini attivi, armati di dispositivi mobile, potranno contribuire a monitorare in tempo reale il livello dei fiumi nel bacino del Bacchiglione attraverso anche l’uso di QR Code e una App sviluppata nell’ambito di un progetto europeo (WeSenseIt)”. Un feedback costante tra la rete civica e la centrale operativa di Protezione Civile ha l’obiettivo di adottare e comunicare immediatamente le decisioni delle autorità in caso di eventi catastrofici. La prima esperienza italiana sarà messa a confronto con quelle di altri Paesi: dai Paesi Bassi alla California, dalla Scandinavia all’Australia.

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