I ragazzi volontari del Servizio civile nazionale (Scn) battono i loro coetanei nella presenza sui Social ed Internet è il loro pane quotidiano. Il 92,4%s usa Facebook, a seguire Instagram al 46,5%, Twitter al 19% e Linkedin al 16,6%.
Sono alcuni dati dell’indagine “Il servizio civile nazionale fra cittadinanza attiva e occupabilità”, curata dall’ Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol) e commissionata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Lo studio è stato svolto su un campione di 1.000 volontari su un totale di 28.000 giovani che hanno aderito ad un bando del 2015. La fotografia dell’Isfol ci dice anche che i ragazzi che hanno svolto il servizio civile tra il 2015 e il 2016 sono prevalentemente donne (65,3%) hanno un’età tra i 22 e i 25 anni (48,1%), provengono principalmente dal sud Italia (30,1%), vivono in famiglia ed appartengono a un ceto sociale medio-alto. Alta la propensione alla mobilità. L’86% dei ragazzi si è dichiarato disponibile a lasciare la propria città, soprattutto se intravede la possibilità di avere dopo l’anno di servizio civile uno sbocco nel mercato del lavoro.
Oltre ad essere più presenti sulle piazze sociali rispetto ai loro coetanei, anche il livello di istruzione dei volontari è decisamente superiore a quello dei loro pari età. I giovani del Servizio civile sono più istruiti rispetto alla media della popolazione: oltre il 60% ha conseguito un diploma secondario superiore, il 12,7% una laurea di primo livello e il 16% una laurea di secondo livello.
Il 44,2% dei giovani che aderisce al Scn lo fa per accrescere le proprie competenze e avvicinarsi al mondo del lavoro. Tuttavia, altrettanto forti sono le motivazioni legate alla sfera della solidarietà: il desiderio di aiutare le persone che hanno bisogno (23,5%) per motivi connessi a ingiustizie, discriminazione, bisogni fisici ed economici.
Dall’analisi delle motivazioni che spingono i giovani a scegliere un’esperienza con il Servizio civile, si vede che per due su tre sono di carattere individuale, soprattutto per accrescere le proprie competenze, avvicinarsi così al mondo del lavoro e anche guadagnare i 433 euro mensili della retribuzione.
