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Emergenze e giornalismo: cosa possiamo imparare dal terremoto del centro Italia

I giornalisti e il giornalismo hanno avuto un ruolo di primo piano nella narrazione di questo evento. Hanno raccontato i fatti, le emozioni, le operazioni di soccorso, le storie dei sopravvissuti e dei volontari, ma tutto non è andato proprio liscio…

Subito dopo la scossa del 24 agosto gli utenti che hanno avvertito il terremoto hanno iniziato a twittare e fin da subito l’hashtag #terremoto è entrato nei trending topic, la stampa e le tv italiane hanno avuto, però, tempi di reazione più lenti. Più reattiva la stampa straniera come CNN, BBC, NBC e Fox News, che hanno iniziato a monitorare Twitter per cercare testimoni dell’evento con informazioni o immagini di prima mano e chiedere l’autorizzazione esplicita agli autori delle foto per poterle utilizzare.

Screenshot di @__Fabiana___
Screenshot di @__Fabiana___

Cosa possiamo trarre da questa vicenda?

  • I social network non sono strumenti da utilizzare solamente come canale per diffondere gli articoli che vengono pubblicati sul sito della testata.
  • I social sono fonte primaria di notizie, per questo il monitoraggio deve essere continuo (giorno e notte) e non limitato ai soli account di vip o politici. Gli utenti sono produttori di contenuti, foto e video, su cui basare una notizia o ampliarla.
  • I Trending Topic di Twitter sono un ottimo strumento di ascolto degli utenti sulla piattaforma, perché anche con uno sguardo veloce è possibile capire quali sono gli argomenti più chiacchierati, in quel momento in Italia o nel mondo e ci permettono di “essere sul pezzo”.
  • I social network sono il canale principale per diffondere le bufale e notizie false. Ogni tweet, foto o video deve essere verificato contattando e dialogando direttamente con l’utente, controllando l’autenticità del profilo e del contenuto.
  • Non appropriamoci dei contenuti, che sia una foto di un utente su Twitter o di un video su Facebook, ma citiamo sempre la fonte.

La comunicazione delle emergenze e di protezione civile è complessa, sia per le criticità da narrare che per le procedure, per questo è fondamentale per i professionisti della comunicazione una formazione precisa su queste tematiche, sui social network, tanta sensibilità e abbandonare l’improvvisazione. Anche per questo sono importanti le esercitazioni che periodicamente svolgono gli enti locali e la protezione civile e i corsi di formazioni rivolti ai giornalisti che affrontano queste tematiche.

 

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