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La fotografia dell’Agcom sul rapporto degli italiani con gli strumenti di comunicazione

Novantaquattro italiani su 100 hanno uno smartphone o un telefono cellulare, il 30% possiede anche un tablet ed un pc portatile che permettono di avere Internet in mobilità. Il 60% sceglie abbonamenti bundle, cioè che comprendono sia servizi voce che dati.

Sono numeri che emergono dal rapporto “Il consumo di servizi di comunicazione: esperienze e prospettive” elaborato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) per esaminare le abitudini degli italiani rispetto i diversi strumenti di comunicazione: la telefonia fissa e mobile, Internet e i servizi postali.

In generale l’80% degli italiani si ritiene soddisfatto di tutti i servizi oggetto dello studio. Nel dettaglio, per il settore della telefonia fissa e mobile, il livello di gradimento del rapporto qualità/prezzo è molto alto: lo dimostra che il 90% di utenti sono soddisfatti del proprio operatore e che non ha cambiato il fornitore del servizio.

Quelli che hanno cambiato operatore, ci dice Agcom, oltre che per motivi economici – il 70% – è stato spinto da altri fattori, disservizi in primis. Gli uomini sono i più volatili, 15% contro il 9% di donne, e soprattutto nelle fasce d’età più giovani, 14-34 anni.

Il rapporto evidenzia poi problematiche legate alle asimmetrie informative. Esse si amplificano nel nostro Paese principalmente per l’insoddisfacente livello di preparazione tecnologica raggiunto in media dalla popolazione.

Le scarse conoscenze tecniche, tra i 20 e i 29 anni solo 14 individui su 1.000 in Italia risultano in possesso di diploma o laurea in discipline scientifiche a fronte di una media europea del 18 per mille e del 23 per mille di Francia e Regno Unito, spiegano il gap con l’Europa nella diffusione dell’accesso a banda larga e ultra larga. E, di conseguenza, il ritardo nell’adozione dei servizi fruibili tramite connessioni broadband tra cui la possibilità di effettuare acquisti online, la comunicazione con la Pa, l’accesso ad alcuni servizi sanitari, l’istruzione e la formazione, con conseguenze a livello di inclusione sociale e partecipazione civica.

 

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