Che vuol dire fare affari in un mercato competitivo globale, in che modo si sviluppa la proposta di valore dei propri prodotti e servizi, come si concludono partnership con gruppi internazionali. Sono argomenti che dieci startupper emiliani studieranno nella Silicon Valley in California – dal 5 al 16 dicembre – grazie ad un percorso formativo sostenuto dalla regione Emilia Romagna. I giovani sbarcheranno negli Usa dopo che hanno superato la selezione fatta dal Consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale (Aster) tra tante imprese nate da idee originali ed inedite.
I responsabili delle 10 startup parteciperanno a eventi di networking con venture capitalist e visiteranno grandi società come Google e Intel e i laboratori di ricerca delle principali università della Silicon Valley. Nei dieci giorni negli Usa i giovani emiliani avranno la possibilità di incontrare investitori con i quali discuteranno e miglioreranno le loro idee d’impresa.
Qui tutte le info sui dieci che partiranno per l’esperienza americana.
L’Emilia Romagna è tra le regioni con le politiche più avanzate in termini di aziende innovative. È al secondo posto in Italia per numero di startup iscritte al registro delle Camere di Commercio: sono 792 su un totale in Italia di 6.461, è sede di 116 spin-off universitari su 1.190 attivi in Italia, ospita 4 incubatori certificati. La regione è dotata di una rete di supporto alle startup composta da oltre 60 soggetti attivi su tutto il territorio, raccordato dal portale che offre servizi on e off line.
Si tratta di un grande investimento sulle imprese del futuro, ha dichiarato il presidente della regione Stefano Bonaccini, “che sta dando, e darà ancora, frutti straordinari. Già oggi si toccano con mano i risultati, a riprova di una regione che investe sulla ricerca, l’innovazione, l’internazionalizzazione, il sostegno e la crescita delle nuove imprese, soprattutto quelle giovani”.
La mia regione, ha aggiunto Bonaccini, “è in Italia seconda solo alla Lombardia per numero di startup, la prima se parametrata alla popolazione. Solo nel 2016 abbiamo messo in campo un bando da 6 milioni di euro – risorse della nuova programmazione dei fondi europei Por Fesr 2014-2020 – che ha già assegnato a una trentina di imprese un contributo di 2,7 milioni di euro. A oggi sono al vaglio ulteriori 152 richieste di contributo di altrettante startup”.