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Aprono al pubblico i ‘Punti Roma Facile’, per formare cittadini digitali

Roma Capitale si muove contro il digital divide. Hanno aperto al pubblico, dal 30 novembre scorso, i primi due ‘Punti Roma Facile’. Luoghi di apprendimento, totalmente gratuiti, dove i cittadini potranno recarsi per avere indicazioni e consigli relativi all’uso del computer, alla navigazione in rete e all’accesso ai principali servizi online della Pubblica amministrazione. Ad attenderli, previo appuntamento, facilitatori digitali, operatori e volontari appositamente formati.

Le due sedi prescelte, nella fase sperimentale dell’iniziativa, sono state la biblioteca dell’ex Vaccheria Nardi, in via Grotta di Gregna 37 in zona Tiburtina, e quella di via Cardano 135 in viale Marconi.

Qui, in pochi e semplici passi, verrà spiegato all’utenza: come utilizzare i servizi digitali di Roma capitale (autenticazione al portale, prenotazione online di appuntamenti e servizi, servizi anagrafici ed iscrizioni scolastiche, pagamento dei tributi e delle contravvenzioni); come utilizzare i servizi digitali nazionali (richiesta dell’identità digitale Spid, accesso ai servizi dell’Agenzia delle entrate); come si usa Skype; come rispondere online ad una domanda di lavoro.

Obiettivo del progetto, accrescere le competenze digitali dei cittadini per farli partecipare più attivamente alla vita sociale della comunità, superare il divario digitale socio-economico, culturale, generazionale e di genere nonché semplificare il rapporto con la Pubblica amministrazione. Si punta, nella sostanza, ad un cambiamento culturale sul territorio ispirandosi ad iniziative già attivate in altre regioni italiane (i PAAS toscani, i P3@Veneti e in particolar modo i Punti Pane e Internet dell’Emilia Romagna).

“Siamo partiti dalle periferie”, ha dichiarato l’assessora Flavia Marzano, “per mostrare ai cittadini che grazie al digitale è possibile semplificare il rapporto con il Comune. Nell’ottica di dare concreta attuazione alle politiche di innovazione, trasparenza e partecipazione, le biblioteche, le sedi dei municipi, i centri anziani, le scuole comunali e non solo diventeranno spazi in cui esercitare diritti di cittadinanza digitale”.

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