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Il digitale ruba le braccia all’agricoltura

È Agricoltura 4.0. l’attività:

  • dei produttori di vino toscani che con l’irrigazione di precisione e l’uso di sensori intelligenti, riescono a risparmiare il 30% di acqua;
  • dei giovani siciliani che hanno sviluppato un sistema di monitoraggio dei terreni con riprese dai droni che comunicano i dati via app;
  • degli ingegneri italiani che stanno lavorando su piccoli satelliti “personali” in grado di raccogliere ed elaborare informazioni necessarie per rendere più sostenibili le coltivazioni.

Le tre best practice sono state citate ad esempio dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) Maurizio Martina in occasione del convegno “Agricoltura 4.0. Braccia rubate all’innovazione”, organizzato alcuni giorni fa a Roma dalla rivista Formiche.

«Stiamo lavorando per raggiungere un obiettivo ambizioso», ha dichiarato Martina: «arrivare, in 5 anni, a essere leader dell’agricoltura di precisione in Europa, aumentando gli ettari lavorati con queste tecnologie dall’1 al 10% della superficie coltivata in Italia». E per arrivare al risultato l’agricoltura italiana vuole essere protagonista del piano Industria 4.0. Un segnale di attenzione, sviluppo e crescita, fondamentale per il settore è che sarà più facile per le imprese agricole investire in macchine innovative grazie a politiche di iper e super ammortamento».

Le iniziative che l’Italia mette in campo per spingere l’agricoltura verso il mondo 4.0 vanno dagli investimenti nella banda ultra larga – perché è indispensabile un’infrastruttura Internet veloce e capillare – fino allo sviluppo di piattaforme di gestione dei big data agricoli italiani, che serviranno a rendere sempre più efficiente proprio l’utilizzo e lo sviluppo di macchine che aiutino il modello agricolo italiano ad avere futuro.

La grande partita che deve giocare l’agricoltura, ha precisato il ministro dell’Agricoltura, «tanto italiana quanto mondiale, passa per l’unione di tecnologia e sostenibilità e serve una nuova rivoluzione ecologica e digitale. In un sistema agroalimentare mondiale che vede la tendenza sempre più spinta alla concentrazione della proprietà dei brevetti, delle sementi, dell’innovazione in poche grandi multinazionali, l’Italia può diventare un laboratorio a cielo aperto per una nuova agricoltura. Abbiamo il più grande patrimonio di biodiversità vegetale e animale al mondo, per questo abbiamo il dovere di investire in innovazione e ricerca che lo salvaguardino».

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