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Con il progetto “Digi e lode” Hera promuove la digitalizzazione nelle scuole

Bolletta online, domiciliazione bancaria, iscrizione ai servizi online, app interattive per la gestione delle utenze, raccolta differenziata e servizio idrico, senza dimenticare l’auto-lettura digitale e persino il Fast check-up, un nuovo strumento digitale che consente di capire come si sta utilizzando l’energia e in che modo intervenire per ridurre gli sprechi, a vantaggio dell’ambiente e del portafoglio. Utilizzando uno o più di questi strumenti, messi a disposizione gratuitamente da Hera, i suoi utenti potranno accumulare punti convertibili in contributi economici per le scuole, allo scopo di finanziare progetti di digitalizzazione. È questo, in sostanza, il funzionamento di Digi e lode, il nuovo progetto del Gruppo Hera che mira a contribuire alla digitalizzazione delle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio servito.

In piena sintonia con il Piano nazionale Scuola digitale − che individua nella digitalizzazione un elemento strategico per la formazione dei giovani e lo sviluppo dei territori – Digi e lode si basa sulla consapevolezza dei cambiamenti rapidi che caratterizzano il mondo di oggi, nel quale si aprono scenari fino a poco tempo fa impensabili. Ma le competenze e i saperi necessari ad affrontarli possono svilupparsi solo grazie a una serie di strumenti innovativi, di cui dotare soprattutto scuole, studenti e insegnanti.

Come funziona, in concreto, Digi e lode? Ogni volta che un cliente attiverà almeno uno dei servizi digitali citati, incrementerà un punteggio che verrà ripartito tra le scuole del suo Comune. Il cliente, inoltre, potrà scegliere la scuola a cui destinare il punteggio acquisito compilando il form sul sito web dedicato all’iniziativa digielode.gruppohera.it. In questo modo i punti verranno attribuiti alla scuola indicata e acquisteranno un valore maggiore.

Nell’anno scolastico in corso (2017/2018), il Gruppo Hera premierà le 40 scuole del territorio (30 nei Comuni con più di 50mila abitanti e 10 nei Comuni sotto i 50mila abitanti) che avranno raggiunto i punteggi più alti con 100mila euro complessivi, 2.500 euro ciascuna, per progetti di digitalizzazione.

Nel Piano nazionale Scuola digitale del Miur sono illustrati i numeri che hanno portato alla nascita di Digi e lode, un contributo che il Gruppo Hera vuole portare allo sviluppo del territorio, in continuità con le strategie aziendali che individuano nell’innovazione uno dei punti cardine, e in coerenza con gli indirizzi dettati dall’Agenda Globale dell’Onu al 2030. Dal documento, infatti, emerge che in Europa l’Italia è 25a su 28 secondo il Digital economy index, l’indicatore che misura la transazione al digitale nell’economia e nella società. L’indice, che viene calcolato tenendo in considerazione, tra le altre cose, la connettività, la diffusione delle competenze digitali (il capitale umano), l’utilizzo che si fa di internet, la digitalizzazione delle imprese, relega quindi il Paese tra quelli con le peggiori performance.
Ecco alcuni dei numeri che emergono: il 70% delle aule dei plessi scolastici italiani è connesso in rete ma generalmente con una modalità inadatta alla didattica digitale; solo il 41,9% delle aule è dotato di Lim (lavagne interattive multimediali) e il 6,1% di proiettore interattivo; 19 sono i minuti al giorno di utilizzo del computer in classe da parte degli studenti di 15 anni contro una media Ocse di 25; il 36% dei docenti italiani dichiarano di non essere sufficientemente preparati per la didattica digitale, a fronte di una media Ocse del 17%.

 

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