Il convegno Data to change. Human digital transformation, organizzato dal Dipartimento Politiche europee e dall’associazione InnovaFiducia, si è svolto il 15 gennaio presso la Camera dei Deputati. In occasione dell’evento Diego Piacentini, commissario straordinario per la Trasformazione digitale della PA (AgID), ha condiviso con i presenti il video di presentazione del DAF, nato per raccogliere i dati pubblici nazionali.
Le briciole digitali
Big Data e Open Data sono i termini più utilizzati per definire le “briciole digitali”che ognuno di noi lascia, consapevolmente e non, sui sentieri virtuali del web, ma anche quando non si naviga in rete, poiché anche utilizzando uno smartphone (scattando qualche selfie) o guidando l’auto dotata di sistemi di navigazione, si tracciano le traiettorie dei nostri movimenti. Queste tracce alimentano enormi banche dati che profilano gli utenti per comprendere i loro comportamenti di consumo e confezionare beni e servizi estremamente personalizzati. Tutto questo meccanismo innesca inevitabili implicazioni etiche molto rilevanti, soprattutto riguardo al futuro dell’umanità. Quale sarà lo sviluppo di queste pratiche? Che conseguenze avranno sul singolo individuo e sulla società? Durante questo convegno si è cercato di dare una risposta e la prima considerazione emersa riguarda le istituzioni o le aziende che detengono i nostri dati digitali. I relatori intervenuti hanno considerato la necessità che non solo le amministrazioni pubbliche, ma anche le imprese private, debbano mettere in comune i dati di cui sono in possesso, rendendoli disponibili, fruibili e riutilizzabili. La conoscenza del dato può influire sulle decisioni personali di ciascun individuo, rendendo le persone più consapevoli delle proprie azioni, mentre a livello collettivo può sicuramente migliorare la vita quotidiana, migliorando l’organizzazione dell’ambiente in cui si vive e si lavora.
We the people. The human project
Luciano Floridi, professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford e direttore del Digital Ethics Lab, si esprime relativamente al nostro vivere quotidiano con il termine Onlife, per evidenziare quanto oramai sia tutto interconnesso, vita reale e vita virtuale, “perché oggi nel Ventunesimo secolo, chiedersi ancora se qualcosa sia analogico o digitale, offline oppure online, significa non aver capito nulla”. Si chiede ancora Floridi: “con la società dell’Informazione quale progetto umano vogliamo creare?” La società ha bisogno di un nuovo progetto umano, in grado di “incollare” il capitalismo con la cura del mondo, incentivando sostenibilità e retribuzione, al fine di perseguire la felicità degli individui, del pianeta e della società tutta.
Big data, Open data, condivisione e integrazione delle informazioni: la rottura dei Silos
Nell’ambito del panel intitolato Data for policy, sono intervenuti Diego Piacentini, commissario straordinario per la Trasformazione digitale della PA e Giorgio Alleva, presidente Istat. Quest’ultimo ha ribadito la necessità di integrare i Big data con i dati amministrativi e di indagine per cogliere fenomeni altrimenti invisibili alla società. Secondo Alleva “l’integrazione delle fonti è una sfida grandissima per scardinare le logiche proprietarie dei dati. Una sfida che deve andare pari passo con il rispetto della privacy”.
Diego Piacentini esordisce affermando che “la pubblica amministrazione italiana di dati ne ha davvero tanti, ma il problema non è tanto pubblicarli quanto renderli fruibili”. Il Commissario ha poi presentato in anteprima del video sul Data & Analytics Framework, il nuovo progetto Dataportal che nasce con l’obiettivo di offrire, oltre alla pubblicazione di cataloghi di dati aperti, l’opportunità di esplorare e comprendere i dati più facilmente. Nella sezione pubblica i cittadini possono accedere alla data story, ai grafici associati ai dati e ai dati presenti nel catalogo nazionale; mentre in quella privata, a cui è necessario registrarsi, è possibile sfruttare le funzionalità di analisi sui dati e di condivisione di data story e dati. La piattaforma, in fase di sperimentazione fino a tutto il 2018, si prefigge innanzitutto come strumento di rottura dei Silos delle pubbliche amministrazioni, che hanno difficoltà nel condividere dati che non sono uniformati, fornendo un sistema di linee guida tecniche in grado di far dialogare tutte le diverse istituzioni pubbliche e un domani, forse, anche quelle private.
Ciò che in definitiva si auspica per il futuro è la totale condivisione e fruibilità dei dati, sia delle amministrazioni pubbliche che delle aziende private, per il benessere individuale e collettivo della società.