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Social: finita l’era del passatempo da comunicatori, ora tutti (o quasi) hanno capito le opportunità per il servizio pubblico

“Beato te che ti diverti”. “C’è chi lavora e chi è impegnato col “giochino” sul web”. Vi è mai capitato? Sono frasi che in tante occasioni sono state rivolte ai comunicatori e in particolare a chi si occupa dei social network in enti e aziende pubbliche. Dimenticatele, perché quell’era è finita. Ora, anche il più restio ha capito che la comunicazione pubblica non può più fare a meno di un’adeguata strategia social. Ampia, limitata, soft, prioritaria. Ad ognuno il suo vestito, ma il dibattito sull’essere o non essere presenti è superato, oggi c’è la certezza di dover presidiare queste piattaforme e ci si chiede come e con quale strategia. Sembra banale, oggi, ma solo due anni fa gli stessi addetti ai lavori (qualcuno continua ad allacciarsi le scarpe quando in riunione si parla di social, ma è ormai una rarità) fuggivano davanti all’idea di allargare la comunicazione a piattaforme come Twitter o Facebook. Oggi, e su questo giornale raccontiamo proprio questo, troviamo amministrazioni e aziende che hanno compreso le potenzialità e le sfruttano. Complice la comunicazione politica e la spinta dei politici/candidati i primi muri sono stati abbattuti dalla garanzia di straordinaria visibilità che i social regalano, ma finalmente stiamo lavorando ad abbattere il muro più alto, quello della comunicazione di servizio e istituzionale. Quella che poi rappresenta il vero servizio al cittadino, oggi sempre più informato su smartphone e tablet e sempre più voglioso e curioso di seguire la propria amministrazione di riferimento sui principali social network. Il mondo della comunicazione pubblica vincerà la sfida proseguendo con convinzione su questa strada, puntando forte su nuove figure professionali come i social media manager, sfruttando l’occasione non solo amministrativa ma anche comunicativa delle nuove città metropolitane. Tutto rose e fiori? No, restano tante cose da fare e problemi concreti da risolvere. I numeri di account e profili attivi di enti e aziende pubbliche su Facebook e Twitter restano bassi rispetto al totale, ma in costante aumento e con sempre più qualità e consapevolezza dei mezzi per chi è partito da tempo e si è attrezzato prima. Nessuna formula magica, ma il coraggio e la determinazione di fare scelte che hanno dato e potranno dare nuove occasioni di lavoro e per le amministrazioni un volto nuovo e una capacità di risposta maggiore nei confronti dei cittadini. Il “giochino” è finito, spazio, finalmente, alla nuova comunicazione e a figure professionali che aiuteranno Comuni, Regioni, aziende, enti di ogni settore ad essere meno “elefanti” e più amiche e a portata di mano della popolazione. I nuovi comunicatori sono un vero valore aggiunto e rappresentano una professione bella, coinvolgente, stimolante ma anche dura, h24, con responsabilità e più impattante di quanto si pensi sui problemi e relative soluzioni quotidiane per i cittadini. Con buona pace di chi continuerà a pensarlo un passatempo. Avanti su questa strada.

 


Francesco Di Costanzo @fdicos10

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