Comunicazione istituzionale e comunicazione politica: il confine c’è, e neppure troppo sottile. Tuttavia sui social media non è raro imbattersi in profili istituzionali – soprattutto di Comuni – che veicolano abitualmente messaggi dalla chiara connotazione politica
Non esistono precise linee guida in grado di risolvere ogni dubbio o controversia, ma generalmente il buonsenso dovrebbe essere la bussola di chi gestisce i canali social di un ente pubblico.
Non c’è l’obbligo di comunicare attraverso i social network. Nel momento in cui un’istituzione sceglie di farlo, però, deve impegnarsi per offrire ai cittadini il migliore servizio possibile. Perché questa è la funzione principale della comunicazione istituzionale: la diffusione di informazioni di pubblica utilità che possano semplificare la vita degli utenti.
I cittadini identificano spesso i canali social di un ente pubblico come sportelli virtuali in cui ricevere informazioni e aggiornamenti, essere orientati nell’accesso ai servizi, ricevere risposte. È davvero possibile, quindi, ottenere dei vantaggi trasformandoli in una fonte di notizie sulla situazione politica locale o nazionale?
Un profilo istituzionale che vira verso la comunicazione politica può, in un certo senso, persino tradire la fiducia dei cittadini: la pagina Facebook di un ente pubblico deve offrire un servizio universale, non tagliato su misura di chi sposa un certo colore politico.
Spesso la mancanza di chiarezza su ruoli e professionalità può peggiorare il problema: tornando all’esempio dell’Amministrazione comunale, a curare i mezzi di comunicazione del sindaco è il portavoce/addetto stampa, che non può essere la stessa persona a cui spetta la gestione dei canali del Comune. Il motivo più evidente è non legare l’attività di comunicazione a un mandato politico ma garantirne la continuità nel tempo.
A ciascuna il suo spazio e ruolo. La comunicazione politica ha tanti canali a disposizione per esprimersi: non è necessario che contenda a quella istituzionale la stessa piazza virtuale.