Il Comune di Bologna si adegua al Codice dell’Amministrazione digitale e aderisce a PagoPA, il sistema di pagamenti elettronici realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la pubblica amministrazione. Dal marzo scorso il Comune ha abbandonato l’utilizzo dei bollettini Mav bancari per la riscossione delle tariffe dei servizi a domanda individuale (servizi scolastici, servizi agli anziani, servizi ai disabili, servizi sportivi), adottando il nuovo “avviso PagoPA”.
In questi giorni le famiglie stanno dunque ricevendo i primi avvisi pagoPA consegnati da Poste Italiane, il nuovo concessionario per il recapito dei bollettini selezionato tramite gara sulla piattaforma Intercent-ER.
Il nuovo documento di riscossione contiene un codice avviso univoco di versamento di 18 cifre che può essere pagato attraverso differenti strumenti e piattaforme:
- sito web del Comune di Bologna, nella sezione “Pagamenti” dei “Servizi online”, tramite carte, conto corrente e altre modalità indicate;
- home banking (cercare PagoPA o Cbill);
- sportelli bancomat Atm abilitati;
- agenzie bancarie;
- uffici di Poste Italiane;
- punti vendita di Sisal, Lottomatica e Itb;
- app fornite dai prestatori di servizi di pagamento tramite internet e presso tutti gli altri operatori che hanno già aderito al sistema pagoPA o vi aderiranno nel tempo;
- sportelli Dimmi ubicati presso le sedi dei quartieri.
I pagamenti attraverso canali diversi dal portale “Servizi online” del Comune o dal Dimmi devono essere eseguiti attraverso le funzioni messe a disposizione dalle banche e dagli altri Prestatori di servizi di pagamento (PSP) espressamente per lo specifico pagamento degli avvisi PagoPA.
Il pagamento presso il portale web del Comune richiede l’inserimento del codice fiscale dell’intestatario dell’avviso e il codice dell’avviso. In generale è possibile il pagamento presso i PSP anche in assenza del documento cartaceo fornendo il codice avviso e l’identificativo del Comune, che sarà, a richiesta del prestatore di servizi, il codice fiscale del Comune 01232710374 oppure il codice A79WE per la modalità CBILL.
“All’interno del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione con questo adeguamento rispondiamo a un preciso obbligo di legge, come già hanno fatto da tempo tanti comuni italiani – spiega l’assessore al Bilancio Davide Conte – siamo consapevoli dell’impatto che questo cambiamento averà sulle famiglie, per questo motivo ci siamo presi più tempo rispetto ad altri comuni, anche più grandi di Bologna, per studiare bene lo strumento e pianificare il passaggio. Ora la scelta non è più procrastinabile, la direzione a livello nazionale è tracciata, si va a un superamento del Mav verso strumenti più sicuri e tracciabili. Per pagare i nuovi avvisi ci sono molte possibilità, con costi di commissione differenziati a seconda dell’Istituto bancario di riferimento o dello strumento di pagamento prescelto. Sui costi di commissione il Comune di Bologna non può intervenire, ma permangono anche modalità di pagamento senza costi. Sul sito web del Comune i cittadini possono trovare tutte le informazioni necessarie per scegliere lo strumento più adatto alle proprie esigenze”.